Come potrete leggere subito dopo il salto, lo sceneggiatore e produttore Simon Kinberg ha risposto a dieci domande che rivelano qualcosa di davvero interessante in merito ad X-Men: Giorni di un futuro passato, pellicola diretta da Bryan Singer, giunta nelle nostre sale cinematografiche lo scorso 22 Maggio. Ovviamente per chi ancora non ha visto il film, ATTENZIONE AGLI SPOILER!
-Chi ha deciso di adattare ‘Giorni di un futuro passato’?

“Inizialmente volevamo fare un sequel di X-Men – L’inizio. Ma qualcuno alla Fox ci chiese di inserire anche Patrick Stewart e Ian McKellen nella pellicola. Non avevano nulla a che fare con la storia, ma volevano che li chiamassimo. E a quel punto ci siam detti ‘allora facciamo Giorni di un futuro passato, cosi la loro presenza è giustificata’. Ovviamente abbiamo affrontato delle sfide. Quando adatti un fumetto al cinema devi fare dei cambiamenti, devi aggiustare qualche cosa”. 

-Perché non è Kitty, come nel fumetto, a tornare indietro nel tempo?

“Non abbiamo scelto Wolverine perché volevamo che fosse il protagonista, potevamo averlo tranquillamente nel passato senza mandarcelo dal futuro. Abbiamo deciso che l’unico modo sensato di mandare qualcuno indietro nel tempo, era mandare la sua coscienza. Una volta fatta questa scelta ci siamo resi conto che non potevamo mandare Kitty Pryde indietro nel tempo. Nel film è interpretata da Ellen Page, noi l’adoriamo, ma nel 1973 non era nemmeno nata. Non potevamo mandare indietro la sua coscienza, si sarebbe svegliata dentro uno spermatozoo. Abbiamo parlato della possibilità di mandare indietro vari personaggi, come Alfiere. Infatti questa possibilità è accennata ad inizio pellicola. Abbiamo parlato anche di Cable, ma alla fine abbiamo deciso di mandarci Wolverine perché Hugh Jackman lo interpreta sia nel passato che nel futuro, in quanto il personaggio non invecchia. Alla fine non dovevamo usare del make-up o ringiovanirlo, perché Wolverine è sempre lo stesso. E’ stata una decisione molto interessante per via del suo rapporto con lo Xavier del futuro. Sin dall’inizio dello sviluppo del film, abbiamo sempre pensato che questa sarebbe stata la pellicola sul giovane Professor Xavier. X-Men – L’inizio era l’origine di Magneto, e questo doveva essere l’origine del Professor X per via di come lo avevamo lasciato nel precedente: senza uso delle gambe, senza Erik, senza Raven. Era interessante vedere, anni dopo, come si era ridotto. Un uomo senza speranza e avvicinarlo pian piano al personaggio interpretato da Patrick Stewart nel futuro. Quando abbiamo scelto Wolverine, la cosa per me più intrigante era che il personaggio, una volta tornato negli anni ’70, avrebbe usato le lezioni del Professor Xavier, che gli aveva fatto da mentore nei primi film, proprio con Charles.”. 

-E’ per questo che Kitty ha ottenuto il potere di ‘mandare indietro nel tempo la coscienza degli altri’?

“Nel fumetto molti mutanti hanno un potere secondario, il che ci ha dato molte licenze per espandere i poteri del personaggio. Abbiamo pensato che sarebbe stato logico per Kitty aver sviluppato una mutazione secondaria.” 

-Come mai tutta l’allegoria dell’Olocausto presente nel fumetto è quasi del tutto assente?

“In realtà il film inizia in un campo di concentramento a Central Park. Per noi era molto importante e spero abbia centrato il tono e abbia fatto capire come sarebbe stato il futuro se non l’avessero cambiato. Il problema è che non abbiamo avuto molte sequenze ambientate nel futuro. Il film ha un prologo, poi ci spostiamo al monastero e Logan torna indietro nel tempo, e poi torniamo al monastero. Volevamo creare un rifugio per loro, che non è diverso da ciò che si è visto nel fumetto, anche se in una location differente. Volevamo ricreare quel mondo. Era una location molto interessante a livello visivo

-Quali altri cambiamenti rispetto al fumetto sono stati fatti?

“Per via di quel che Bryan Singer ha fatto in X-Men e X-Men 2 per quanto riguarda il personaggio del Senatore Kelly, era impossibile averlo come obiettivo principale nel 1973, come nel fumetto. Ci sono alcune dinamiche, ovviamente, che sono cambiate rispetto al fumetto. Il rapporto tra Charles e Raven nel film non è nel fumetto, ma sono delle scelte che abbiamo fatto e onoriamo”. 

-Chi ha deciso di rendere JFK un mutante?

“Mi piaceva esplorare questa teoria della pallottola che curva con un personaggio che può controllare i metalli. Ed era interessante scoprire che Erik non aveva ucciso JFK, aveva cercato di salvarlo. A quel punto la domanda era logica: perché avrebbe dovuto salvarlo? Semplice: JFK era un mutante. Vista la sua vita misteriosa, il potere della sua famiglia, tutte quelle morti misteriose… non sembrava cosi senza logica farlo diventare un mutante in un mondo di mutanti”. 

-Come ha riottenuto i suoi poteri Magneto? E Charles come è tornato in vita?

“C’è una scena, poco prima della fine di X-Men – Conflitto finale, in cui Magneto gioca a scacchi e muove un pezzo senza l’uso delle mani. E’ un piccolo accenno ai suoi poteri che ritornano. Quella scena faceva capire che la Cura non funzionava come avrebbero voluto e cosi, dopo tutti questi anni, nel 2023, ha semplicemente ripreso tutti i poteri che aveva. Per quanto riguarda Xavier, ne abbiamo parlato tantissimo. C’è una scena dopo i titoli di coda di X-Men – Conflitto finale che mostrava il suo ritorno. In Giorni di un futuro passato abbiamo parlato tantissimo di aggiungere qualche dialogo in cui spiegava come fosse accaduto, in cui affermava di aver usato i poteri degli altri mutanti per tornare. Ma abbiamo deciso di non includerlo”. 

-Questo film è stato pensato anche per correggere gli errori del passato?

“Non nascondo che come co-sceneggiatore di X-Men – Conflitto finale e sceneggiatore di X-Men – Giorni di un futuro passato, ci sono delle cose di Conflitto finale che non amo e che con questo film potevo correggere. E’ una grande opportunità poter tornare indietro e correggere delle scelte che hai fatto qualche anno fa. E questo ha funzionato per la storia in generale, in quanto i personaggi tornano indietro nel tempo per avvertire i giovani loro stessi di non fare gli stessi errori che hanno fatto. La domanda è: se potessi tornare indietro nel tempo, sapendo tutto quello che hai fatto, rifaresti tutto evitando gli errori? Io si, farei le cose diversamente. Farei delle cose diverse su ogni film che ho fatto, è vero, ma in particolare in questo. Ci sono delle scelte che ho fatto a quel tempo, o che sono stato costretto a fare, che avrei voluto fare diversamente e ora questo film ce lo ha permesso. Una delle cose che ho sempre voluto cambiare era la morte di Ciclope. Purtroppo James Marsden era impegnato con Superman Returns e poteva essere solo pochi giorni sul set di X-Men – Conflitto finale, e quella fu una decisione forzata per giustificare la sua assenza.”. 

-Vedremo più Rogue nell’edizione home video?

“Rogue… è stata colpa mia. Volevo che gli X-Men del futuro, che Charles e Erik avessero un’ultima missione. Era un subplot, una deviazione dalla trama principale. E in un film con due timeline da seguire e cosi tanti personaggi, non potevamo permetterci deviazioni. Cosi abbiamo tolto tutto. Ma so che la scena con Rogue sarà nell’edizione home video. E penso che il pubblico l’apprezzerà perché è bella quanto il film. Semplicemente non andava bene con il resto della pellicola”. 

-Perché non è stato realizzato un poster che ricordasse l’iconica cover del fumetto?

“Abbiamo cercato in tutti i modi di farlo. E’ uno dei miei rimpianti, non esser riuscito a trovare un modo per farlo”.

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