Durante un’intervista rilasciata al The Hollywood Reporter, Simon Kinberg, sceneggiatore e produttore di X-Men: Giorni di un futuro passato, ha risposto a parecchie domande che vi troverete subito dopo il salto. Ovviamente ATTENZIONE AGLI SPOILER e non ci resta che augurarvi una buona lettura!
Una delle cose più belle di questo film è la frase che Erik dice a Charles nel futuro: “tutti quegli anni sprecati a combatterci, Charles”…:

“Volevo che ci fosse una sensazione di risoluzione alla fine del film tra Charles e Erik. Se avessimo saputo le cose che sappiamo ora, quand’eravamo giovani, forse non avremmo commesso alcuni errori. Ian e Patrick sono migliori amici nella vita reale. Non hanno un sacco di screen time insieme in questo film ma credo che su schermo si noti il loro affetto”.

-Consideri il finale un happy ending?

“Il finale è sempre stato quello dall’inizio. Tornare alla scuola e incontrare i mutanti che abbiamo visto da X-Men, con qualche modifica, perché la storia è cambiata. Anche se c’è un ritorno felice per molti di questi personaggi alla fine, non tutti però appaiono. Il destino di alcuni di questi è ancora avvolto nel mistero. Volevamo che si capisse che noi come filmaker e i personaggi nella storia avessero fatto di tutto per avere un futuro cosi felice”. 

Hai scritto quel finale con l’intenzione di rivedere altri film con il cast originale? 

“Più come un addio degli attori originali. Ma voglio essere onesto, anche quello di X-Men – Conflitto finale doveva essere un addio. Se mi avessi chiesto, nel 2006, se avremmo rivisto Patrick Stewart nel ruolo del Professor X o Ian, Halle, Ellen o Shawn sul grande schermo tutti insieme, avrei risposto di no. E nel caso di Patrick assolutamente no. C’è sempre una parte di me che spera di rivederli in futuro, ma volevo che la storia fosse anche una conclusione alle loro vite”.

Quindi Apocalypse avrà il cast ‘giovane’? 

“Quel film sarà il capitolo successivo della storia del cast di X-Men – L’inizio” 

Questo film ha molti personaggi ma non sembra affollato, come hai fatto?

“Ho scritto delle note su ogni personaggio. Mi sono assicurato che tutti i cinque o sei personaggi principali avessero un inizio, uno svolgimento e una fine con crisi e sfide” 

Il film non è stato Wolverine-centrico come gli altri. Come hai scelto chi ‘seguire’?

“In una storia corale devi sempre scegliere un protagonista e ho scelto di seguire il giovane Xavier. Avevamo lasciato Charles senza gambe, senza un amico e praticamente sua sorella alla fine di X-Men – L’inizio. Anche se tutti questi personaggi hanno delle storie ‘da raccontare’, queste sono raccontate attraverso il loro rapporto con Charles. Wolverine torna indietro per fargli da mentore. Erik lo sfida. Raven è un’opportunità per vedere la sua speranza in qualcun’altro”.

La prima volta che Logan incontra il giovane Xavier è divertente. Come hai centrato il tono? 

“Non volevo spazzare via l’assurdità dei viaggi nel tempo. Non volevo che Logan tornasse indietro nel tempo e che tutti, in maniera assurda, l’accettassero senza problemi. Volevo che tutti i personaggi facessero notare quanto fosse folle. Anche delle persone che vivono in un mondo di supereroi, ad una cosa del genere, reagirebbe come Charles ha fatto con Logan”. 

Vediamo anche Logan ‘maturato’, in un certo senso…

“Una delle cose più divertenti è stato invertire il rapporto Logan/Charles. Nei film originali, è Logan che arriva alla scuola e viene salvato da Charles che gli fa da mentore e lo fa maturare. Volevo invertire i ruoli. Una volta saputo che questo film si sarebbe incentrato sul giovane Charles che doveva diventare il professor X che tutti conosciamo, mi piaceva l’idea che quel personaggio che avesse imparato tutto da Charles tornasse indietro per impartirgli le stesse lezioni. E’ qualcosa di ironico e interessante, con un bel po’ di humor. […]

Come è stato creare la scena tra il giovane Charles e quello del futuro?

“E’ la mia scena preferita. E’ stato il primo giorno di riprese per il cast giovane e l’ultimo per quello originale. […] E’ stato un giorno speciale. Non penso mi capiterà più di avere una scena simile in un film”.

-Come avete creato le regole per i viaggi nel tempo? 

“Abbiamo creato delle regole per fare in modo che se capita qualcosa nel 1973 non c’è il cosiddetto effetto farfalla nel futuro. Questa regola è semplice: finché il viaggiatore è nel passato, qualunque cosa faccia non avrà un impatto nel futuro. […]”.

LASCIA UN COMMENTO

Commenta
Inserisci il tuo nome