Il personaggio fumettistico di Wonder Woman ha le sue origini dall’ingegno e dalla penna di Moulton Marston, nel lontano 1941. Un periodo storico di un certo rilievo, caratterizzato da molti paradossi intellettuali, etici e soprattutto umani. Marston era un autentico teorico del femminismo, fautore dell’importanza della figura femminina e della donna in sé, ritenuta da egli stesso alla stregua di un simbolo, un modello da seguire, in grado di portare avanti qualità, forza ed idee in un mondo che certamente – in quegli anni – andava controcorrente.

«Il miglior rimedio per rivalorizzare le qualità delle donne è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman ed in più il fascino di una donna brava e bella. »

Non è balenata nella sua mente soltanto l’idea, ma tutto ha preso vita con coraggio: Marston ha praticamente avvolto la sua creatura nella bandiera statunitense, lo ha fatto esordire sul n° 8 di All Star Comics nel 1941 e ha dato il via ad uno dei personaggi divenuti poi iconici nella storia dei fumetti, come Batman e Superman.

Wonder Woman SP 2

Perché menziono il coraggio? Semplice: Wonder Woman fa la sua apparizione in un periodo storico in cui la maggior parte degli eroi fumettistici e, in generale, i magazine, erano incentrati sulla figura maschile avventurosa e forte, pronto a mostrare muscoli e intelligenza fuori dal comune, pronto a salvare la damigella in pericolo. Ed è in questo contesto che si inserisce Wonder Woman e, nel modo più inaspettato, diviene la protagonista di ben quattro testate tra cui Comics Cavalcade – pubblicazione trimestrale su cui era possibile leggere le avventure di Flash e Lanterna Verde.

Ma dove nasce e cresce l’innovazione, germoglia e fiorisce il dissenso. E il dissenso porta il nome del Dott. Wertham (Seduction of the Innocent del 1954) che iniziò ad una vera e propria crociata contro i fumetti, affermando che minassero l’integrità morale dei giovani lettori, in particolare Wonder Woman con la sua disinibizione ed i suoi vestiti, tanto da essere ritenuta un pessimo esempio per le fanciulle di paese. Tutto ciò, combinato alla creazione di regole severe da parte della Comics Code Authority e con la morte di Marston nel 1947, ha portato ad un’involuzione naturale del personaggio stesso, dal momento che le redini della serie passarono in mano a scrittori più tradizionali e incentrati a raccontare situazioni romantiche che certamente si allontanavo dallo spirito originario di un personaggio già divenuto simbolo.

Analizziamo la figura di Wonder Woman

Superando questa crisi negli anni cinquanta, a partire dal 1968, la serie assume una nuova identità. Lo status del personaggio viene radicalmente cambiato: Wonder Woman perde tutti i suoi poteri, abbandona il suo costume tradizionale e assume l’identità di Diana Prince, minimizzando in un certo senso quella figura “divina” osannata da Marston in principio. Questo nuovo approccio, supportato da personaggi come i Ching, che fungono da maestri di arti marziali, e da una serie di avventure in uno stile completamente diverso, permette di ritrovare lo spirito ormai sopito di Wonder Woman, tanto da evitare ancora una volta la chiusura. Ma le tradizioni sono dure a morire: il costume e i poteri vengono infatti ripristinati nel ’73 e le storie sono un adattamento di quelle della Golden Age.

Wonder Woman SP 3

Il cambiamento definitivo arriva solo nel 1986, con l’avvento del matrimonio con Steve Trevor e l’inizio dell’era della principessa Diana e non solo: dopo Crisi sulle Terre Infinite, la serie ha un nuovo reboot ricominciando dal numero 1 e rinascendo per mano di George Pérez. Pérez può essere considerato ampiamente come un rivoluzionario, considerando che ha cambiato completamente le carte in tavola, legando sempre più il personaggio di Wonder Woman alla tradizione greca. In questo arco narrativo ha dimostrato tutta la sua bravura sia come narratore che come disegnatore, tanto che le sue storie sono considerate le migliori mai realizzate per l’eroina.

Fortunatamente, in Italia abbiamo la pubblicazione del ciclo narrativo ideato da Pérez, dapprima sulle pagine di Justice League, poi con la RW Edizioni (a partire dal 2012) che ha rilasciato persino dei volumi riservati alle fumetterie.

Perché è necessaria una premessa storica? Il personaggio di Wonder Woman non è solo fantasia. E’ stato e sarà fonte di ispirazione. E’ un simbolo. Se Batman può essere ritenuto un simbolo di giustizia, e Superman l’esemplificazione del sacrificio per un bene superiore, Wonder Woman rappresenta appieno lo spirito indomabile di una donna e tutte le sue qualità migliori. Colei che mostra al mondo cosa sia capace di fare una semplice donna in termini di bellezza, intelligenza, determinazione, intraprendenza e morale.

E’ difficile trasporre l’essenza di questo personaggio in chiave cinematografica, ma dopotutto dobbiamo avere fede nella DC e in ‘Batman v Superman’ è stato uno dei personaggi che ha entusiasmato di più. Chiaramente gli eventi narrati saranno attinenti ai fumetti ma, come la storia fumettistica appena analizzata ci insegna, abbiamo diversi archi narrativi da cui potrebbe essere tratta con successo una storia di origini.

Possiamo riconoscere due “incarnazioni”, una antecedente alla Crisi sulle Terre Infinite, l’altra ritenuta post-crisis:

La prima incarnazione corrisponde a quella di Diana Prince, nata da una statuina per mezzo di Afrodite che esaudì la richiesta di Ippolita, regina delle Amazzoni. La giovane Diana lascia la sua casa, l’Isola Paradiso, non appena Steve Trevor, pilota degli USA durante una battaglia nella Seconda Guerra Mondiale, cade sulle sue coste. Diana combatterà proprio contro i nazisti insieme al suo fidanzato e alla conclusione della guerra vivrà le sue avventure con Steve.

La seconda incarnazione corrisponde a quella della principessa Diana: con l’avvento della Crisi sulle Terre Infinite, si ha un completo azzeramento della continuity narrativa e Pérez ha così la possibilità di reinventare e creare, di proporre qualcosa di diverso ma al tempo stesso senza cancellare la storia della guerriera. Inizia così a rivisitare la sua nascita, immortalando le Amazzoni come un gruppo militare composto da sole donne, sterminate dalle truppe di Ercole e riportate in vita come paladine dell’Olimpo come ringraziamento per la loro devozione, destinate in un’isola invalicabile – l’Isola Paradiso per l’appunto – nascosta da mura magiche.

Dopo secoli di consolidamento del suo popolo, nasce in Ippolita il potente desiderio di avere una figlia, desiderio che si concretizza, sempre con l’aiuto di Afrodite, in punto di morte, poco prima di essere uccisa da Ercole. Diana si ritrova così ad essere l’unica bambina in un mondo di adulte e a crescere e maturare sotto la guida di Donna Troy, una sorta di clone astrale della stessa Diana avente lo scopo di istruirla sull’arte, la cultura e le tecniche di combattimento delle Amazzoni.

Diana ha uno spirito d’intraprendenza così forte da voler divenire la rappresentante delle Amazzoni nel mondo dell’uomo: ed è qui che Pérez compie la trasformazione più importante. Il personaggio di Diana evolve da simbolo del femminismo ad un possibile campione della pace e della giustizia, essendo una delle più grandi guerriere al mondo. Pérez crea così delle storie in cui viene messa in risalto la dualità di Diana: da un lato è mossa dal desiderio di portare la pace nel mondo, dall’altro agisce secondo il suo addestramento militare. Dotata di un ottimo equipaggiamento (e qui vediamo l’enorme attinenza alla tradizione greca) – costituito dai sandali di Hermes che le consentono di attraversare la barriera tra i due mondi e di volare, dalla tiara d’oro con la stella al centro che rappresenta il suo essere principessa e il lazo d’oro di Efesto che costringe chi lo tocca a dire sempre la verità – Diana lascia le sue vesti di Amazzone e si appresta ad indossare il costume e di conseguenza il ruolo di una vera campionessa nel mondo degli uomini. La sua prima apparizione ufficiale nel nostro mondo è contro i mastini di Darkseid: da qui hanno seguito poi tutte le sue avventure e la comparsa di numerosi nemici che rappresentato una rivisitazione in chiave mitologica degli eroi classici della Golden Age.

Wonder Woman SP 4

Due archi narrativi, tantissima carne al fuoco. Cosa possiamo aspettarci, considerando le news e ciò che abbiamo visto nel trailer e in Batman v Superman?

Sicuramente il primo elemento che verrà preso in considerazione, sarà l’Isola Paradiso in sé e il popolo delle Amazzoni. Vedremo sicuramente la regina Ippolita, così come Steve Trevor. Tutto ciò fa pensare ad una ripresa dell’arco narrativo antecedente a Pérez: il tempo storico sarà sicuramente la Prima Guerra Mondiale, così come l’interesse amoroso per il pilota. L’equipaggiamento di Wonder Woman, così come il possibile villain Danny Huston (che dà molte certezze nelle possibili vesti di Ares) confermano invece la ripresa del secondo arco narrativo ideato da Pérez, in cui regna l’attinenza alla tradizione greca, così come i principi, il carattere e il modo di essere della principessa Diana.

Non ci resta che attendere con trepidazione l’arrivo nelle sale di questo film che rappresenterà il definitivo avvio del DC Extended Universe. Certamente, le premesse sono ottime, e speriamo vivamente mantenga le aspettative. Continuate a seguirci per saperne di più!