Il deludente “Justice League” di Warner Bros. definito dagli stessi addetti ai lavori del progetto “Frankenstein” – è stato un’accozzaglia rattoppata da troppi spartiti e troppe idee, in parole povere troppe teste che vi hanno messo le mani. Ma lo studio dopo aver nominato il nuovo presidente per DC Film in Hamada si prepara a fare un’altro importante cambiamento, infatti saranno massimo in due a decidere d’ora in avanti.

Dopo essere sopravvissuto a due scomodi anni (tranne il lauto premio milionario) dal suo insediamento, il nuovo presidente di Warner Bros. Pictures Toby Emmerich è riuscito nella sua battaglia facendo fuori pure Sue Kroll, quindi da adesso in poi non dovrà più rispondere a nessuno delle sue scelte, tranne che al CEO di Warner Bros. Entertainment, Kevin Tsujihara.

Toby ha il semaforo verde, io posso mettere il [semaforo] rosso“, ha detto Tsujihara al TheWrap, aggiungendo: “La Warner Bros deve continuare a fare ciò che ha sempre fatto: produrre la più grande e diversificata linea di business. Questo è ciò che ci ha resi uno studio di successo. Non possiamo fare ciò che ha fatto la Disney. Ha funzionato davvero, davvero bene per loro, ma non è quello che siamo noi. Dobbiamo continuare a creare una linea equilibrata di tutti i tipi di film e di tutti i generi.”

Infatti lo studio ha annunciato martedì che il veterano boss del marketing Sue Kroll, che aveva anche poteri di veto in seno alla presidenza (e per questo molto probabilmente considerato da Emmerich una spina nel fianco) lascerà la carica e scenderà alla produzione dopo 23 anni di onorato servizio che si è concluso purtroppo non bene con l’assenza di Superman per mesi dalla promozione di “Justice League”. Oltre a ciò Kroll faceva parte di un comitato per dare vita a nuove produzioni cinematografiche, un potere che ora appartiene esclusivamente a Toby Emmerich che si sta quindi attorniando di un numero sempre maggiore di cariche e facoltà decisionali.

“Fewer cooks in the kitchen”, ovvero ‘Meno cuochi in cucina’ non significa solo prendere decisioni migliori e più veloci sui film ma anche su come distribuirli, ha detto un insider di WB al TheWrap aggiungendo inoltre:

La decisione bizzarra di non includere Superman nel marketing ha impedito a” Justice League “di incassare potenzialmente quei 100 milioni [attesi] nel weekend di apertura [negli USA]

Un altro addetto ai lavori, che ha familiarità con il pensiero di Kroll, ha detto che potrebbe esserci stata una semplice ragione per cui non ha fatto un buon marketing con “Justice League” e il motivo è che “Odia i film di supereroi“.

Un rappresentante di Warner Bros. si è affrettato a smentire al The Wrap ma ormai anche per Kroll il destino era segnato.

“Meno cuochi in cucina” è questa la nuova parola d’ordine in casa Warner Bros.

Vi terremo aggiornati.

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