Dopo la pausa invernale ricomincia la seconda parte di stagione di The Flash con una montagna di domande che ancora attendono risposta per Barry Allen (Grant Gustin). Nonostante tutte le questioni lasciate in sospeso però c’è sempre tempo per il meta-umano di turno, The Turtle (Aaron Douglas) che riesce a convincere non tanto per il peso del personaggio in sé quanto per il suo potere che forse per la prima volta mette seriamente in serio pericolo la vita di Flash.

Il ritmo della puntata è un crescendo continuo passando dagli incubi di Barry ai suoi sentimenti per Patty e gli unici momenti in cui l’andamento ne risente riguarda il rapporto tra Wally West (Keynan Lonsdale) e suo padre Joe West (Jessie L. Martin) che necessariamente dovrà crescere di puntata in puntata per non risultare troppo pesante nel consueto ritmo dinamico della Serie TV.

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I due filoni della puntata sono in effetti questi due, da un lato il rapporto travagliato di Barry con la bellissima Patty Spivot (Shantel VanSanten) e il rapporto con la famiglia di Joe; più staccati l’argomento Zoom che ritorna comunque a far gran paura nelle notti tempestose del giovane Allen e il legame tra Caitlin (Danielle Panabaker) e Jay Garrick (Teddy Sears) di cui non vi svelo il colpo di scena finale.

Tutta la puntata si basa in fin dei conti sulle lotte interiori, dire o meno in questo caso una spinosa verità che potrebbe mettere in pericolo la vita dei vostri cari. Cosa avreste fatto al posto di Barry? Avreste seguito il consiglio di Harrison Wells (Tom Cavanagh) – personaggio quello di Terra 2 a tratti più sorprendente dell’Anti-Flash per la sua componente familiare.  A conti fatti sembra di sì, dato che per quanto una persona possa avere un momento non facile chi ti sta vicino dovrebbe fare il massimo per farti vedere il mondo a cuoricini piuttosto che lasciare tutto e seguire il proprio egoismo: sì Barry Allen non guardarti indietro!

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In questo senso s’inserisce The Turtle, interpretato da Aaron Douglas che non riesce a dare il peso specifico da villain di puntata ma compensa alla grande col suo potere di rallentare il tempo, o meglio rallentare se stesso nella normale sequenza temporale attraverso delle scariche di energia con la quale Flash sarà costretto a scontrarsi a più riprese rimettendoci quasi la vita e chissà rimettendo al 60% pure una relazione, nonostante vi abbia spiegato come la penso su.

Gli effetti visivi ancora una volta sono riuscitissimi e la tecnologia sembra palesemente migliorata rispetto alla prima stagione, Gorilla Grodd docet! Sopratutto in una Serie TV si tratta di aspetto non scontato, amalgamando tutto con una fotografia sempre solare e satura ma senza eccedere in derive pericolosamente pop. Un livello alto, sicuramente diverso da FOX, che di fatto rende Central City più vera e palpitante, sicuramente è la meno oscura.

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Per quanto riguarda invece il secondo filone tutto s’incentra sul rapporto che appare burrascoso all’inizio per poi essere più tenue verso il finale, ma per Joe, detective vecchio stampo, le cose si faranno davvero complicate soprattutto quando la tua famiglia ti gira le spalle o ancor peggio non era come l’avresti immaginata. Wally non sembra proprio un tipo semplice e affabile, l’essere cocciuto però sembra di casa.

In conclusione la puntata non fa un passo avanti nella trama, se non nella vita sentimentale di Barry, ad eccezione del colpo di scena finale che vi lascerà a bocca aperta: lui è tornato! Per il resto Grant Gustin come sempre con la sua carica attoriale trascina lo show e lascia davvero pochi scampoli agli ulteriori sviluppi corollari. La figura di Jay Garrick continua ad essere invece sempre troppo marginale