Un altro supereroe molto importante di casa DC/Warner è finalmente atterrato sul piccolo schermo in casa CBS. Supergirl viene quattro anni dopo Arrow e uno dopo Flash, ma sempre dalle idee di quel Greg Berlanti ormai intenzionato a farci conoscere da vicino alcuni dei supereroi della nota casa dei fumetti statunitense che avevano avuto meno spazio in questi anni, almeno per la loro versione live action.

Un plauso dunque va certamente alle idee di chi come lui ci permette di allungare la nostra lente d’ingrandimento su un prodotto nuovo, interessante e che potrebbe seriamente convincerci come hanno già fatto Arrow e Flash – beh per Constantine non abbiamo praticamente avuto il tempo di tirarne le somme ma lo rivedremo molto presto. Già i presupposti per un prodotto intrigante c’erano da diversi mesi, fin dalla notizia del casting di Melissa Benoist, 27 anni attrice statunitense pronta ad emanare una carica incredibile che calza a pennello col personaggio di Supergirl.

Supergirl

Sì appunto Supergirl, o meglio Kara Zor-El, inviata dalla madre Alura Zor-El sulla Terra per trovare una nuova casa dove poter vivere e vegliare sul piccolo Clark. Peccato che i detriti generatisi dall’esplosione di Krypton hanno spostato dalla traiettoria la piccola navicella trasportandola nella zona fantasma da cui poi è uscita molti anni dopo, arrivando sulla Terra ancora 13enne e con suo cugino, ormai cresciuto e consacratosi a mito, una leggenda sulla Terra.

Ad accoglierla i Danvers, vicini a Kal-El negli anni fondamentali per il suo processo di crescita e per la conoscenza dei suoi superpoteri. Il vero punto in comune per la figlia di Krypton sulla Terra, è stata però la sorellastra Alex (Chyler Leigh), entrambe sapevano che le loro vite non sarebbero state più le stesse, ma si sono fatte forza fino al presente in cui inizia a farsi strada il mito di Supergirl. Il serpente che porta alla rivoluzione nella vita di Kara ha il suo inizio dalla CatCo Worldwide Media, un impero dei media gestito dalla terribile Cat Grant (Calista Flockhart) che porta la giovane segretaria a chiedersi se ne valga veramente la pena sprecare la propria vita così, infondo come Superman, sa volare, ha una forza disumana, respinge i proiettili ed emana raggi laser pericolosissimi dagli occhi.

Bisogna ammetterlo, la voglia di far una bella strigliata a Cat viene eccome; il merito è tutto della stessa Flockhart che risulta davvero magistrale anche per un ruolo, meschino, come questo: dove la metti lei sta – bravissima – e tutti hanno da imparare come la stessa Melista ha svelato recentemente. Non passa insomma molto tempo perchè Kara abbracci il suo destino.

Supergirl-2

E’ qui però, la strada che porta a Supergirl, in cui gli autori fanno qualche pasticcio nel plot, tagliando un pò troppo, accorciando di qua e di là: le parti del costume e della crescita come supereroina vengono messe in secondo piano; è vero il pilot non si chiama le origini di Supergirl, ma sarebbe stato comunque più limpido aver avuto qualche minuto in più dedicato alla crescita di Kara, col risultato che la caratterizzazione del personaggio non è così approfondita come ci aspettavamo. Sono pure sempre non 42, ma 46 minuti di puntata, evidentemente non giocati benissimo.

Il punto focale che viene invece messo in evidenza molto bene è sicuramente quello della trama generale, che sembra fitta sì, ma come da tradizione soprattutto delle prime stagioni è già evidente lì sullo sfondo. In questo senso il collegamento migliore per gli eventi non poteva che essere Alex e il suo essere una biologa oltre che agente operativo presso il DOE (Dipartimento per le Operazioni Extranormali) che seppur con diffidenza instrada Kara ad essere il loro alleato più potente. Il risultato dell’intreccio generale porterà la figlia di Krypton al primo vero scontro con Vartox, il villain della puntata collegato appunto a un piano molto più ampio che impariamo a conoscere fin dagli ultimi minuti della puntata.

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Alura Zor-El altro non era altri che il giudice e carceriere a Fort Ras e i prigionieri liberatisi dalla zona fantasma adesso hanno fame di vendetta e la figlia è un ottimo trofeo per la gloria, oltre che portare a compimento il piano della Generalessa nientemeno che la sorella di Alura e zia di Kara, disposta anche a uccidere la nipote per governare dopo il il suo fallimento di Krypton nella Terra.

CONCLUSIONE

Il Pilot di Supergirl non è perfetto, ma è evidente come Melissa Benoist risulti un autentica calamita, sia chiaro non solo in bellezza, ma quanto nella carica attoriale e in generale in quello che è proprio Melissa, una vera forza della natura. A fare ancora meglio Calista Flockhart, ma con un monumento come lei c’è davvero poco di cui parlare. Bene anche il rapporto tra Jimmy Olsen (Mehcad Brooks) e Kara, dove il primo desideroso di novità decide di cogliere al volo il consiglio di Superman. L’impianto generale invece risulta molto convincente e gli effetti visivi altrettanto, forse nei momenti iniziali pare evidente l’abuso di green screen, ma la differenza col cinema è pressoché normale, non so dirvi se giusta. Il primo episodio complessivamente convince, ci piace e non vediamo già l’ora di vedere il prossimo.