Era il 2015 quando Lucasfilm e Disney presentavano al mondo “Il Risveglio della Forza” che poneva la basi per quello che sarebbe stato il potente “Star Wars: Gli Ultimi Jedi” di Rian Johnson che apre un nuovo percorso galattico per uno dei capitoli più arditi della saga.

Infatti inutile negarlo, la pellicola si allontana dalla precedente opera “classica” di J.J. Abrams e acquisisce una forte identità propria nonostante qualcosa da rivedere che condiziona determinate situazioni. Il distacco cercato però non mina l’epico Opening Crawl accompagnato dalla storia colonna sonora di John Williams. Siamo a casa, nel nostro universo ma ci vuole poco ad essere catapultati nell’azione e soprattutto l’innovazione.

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Non passa molto infatti che si avverta questa sensazione divergente, di una presa di posizione netta rispetto ai capitoli precedenti: non è un remake, non c’è una Morte Nera o un pianeta mascherato da essa da distruggere. Questa è un’altra storia che apre nuovi orizzonti galattici, ricca di azione, battaglie e profondi spunti di riflessione, intervallati da un umorismo a volte esacerbato.

Nel complesso comunque i 152 minuti scorrono sapientemente, senza quasi mai annoiare, con un ritmo incalzante che vi farà venire voglia di rimanere incollati alla sedia per vederne ancora e saperne di più su questa nuova storia. Siamo di fronte a due trame che si intrecciano: quella della Resistenza da un lato e quella personale di Rey dall’altra sviluppate molto bene. Ciò che invece funziona meno è la presenza di sottotrame che approfondiscono il background dei personaggi e quello della saga stessa non arrivando però all’obiettivo sperato complice forse un taglio finale frettoloso. Tuttavia, nonostante un montaggio non perfetto, il film è godibile e vi trascinerà con pathos e qualche lacrima (per gli appassionati di vecchia data) fino alla fine, complice anche l’ultima apparizione di Carrie Fisher. Vi emozionerete, potete starne certi.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi apre un nuovo percorso galattico per uno dei capitoli più arditi della saga 

Lo stampo sembra un pò più favolistico rispetto per esempio a “Rogue One”: è presente l’eroe senza macchia e senza paura, incorruttibile, che risolve sempre la situazione. I buoni che vincono sui cattivi. L’Humor per spezzare la tensione a volte anche inopportuno. Scene soft che fanno un po’ dimenticare l’atmosfera matura dello spin-off. Non allarmatevi non è un modo per dirvi che l’ottavo capitolo sia stato rovinato da uno stampo fin troppo vicino alla matrice disneyana, semplicemente che vedrete alcuni cliché di genere già noti. L’umorismo come detto c’è e appare dosato in determinate scene – ed è anche azzeccato – in altre invece sembra forzato. Inaspettati alcuni colpi di scena, purtroppo prevedibili altri.

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La vera nota dolente del film purtroppo è Snoke. È un vero dispiacere vedere come questo personaggio sia stato presentato per poi restare con un pugno di mosche. Siamo ancora molto lontani dai fasti dei veri Sith, davvero lontani. Un villain che poteva essere gestito molto meglio insieme a Kylo Ren rimane sempre un mistero: questo doveva essere il film della sua evoluzione ma purtroppo non è stato così. Se fa un passo avanti, sono dieci quelli indietro dato che prova a porsi come un Sith ma agisce senza una visione d’insieme matura. Si sperava in una sua crescita – e solo per certi aspetti vi è stata – ma per altri è lo stesso Kylo Ren che abbiamo visto nel Risveglio della Forza. Captain Phasma passa assolutamente in secondo piano, lasciando davvero l’amaro in bocca, dando la sensazione ancora una volta di una vera e propria sottotrama incompiuta.

Costante, incessante, invincibile. Questa è la sensazione che si ha dell’avanzata del Primo Ordine. Siamo su un livello superiore, si ritorna ai fasti di un tempo. La Resistenza è schiacciata e con essa la speranza. Le battaglie si susseguono l’una dopo l’altra, regalando vero spettacolo in un tripudio di effetti visivi, lasciando tutti con il fiato sospeso. Vedrete nuove razze e nuovi pianeti, scorci bellissimi per una fotografia maestosa in determinate scene. Per l’intera durata del film si rimane in bilico non soltanto dal punto di vista visivo – cercando freneticamente di riportare l’attenzione sulla scena mentre si scruta il paesaggio – ma anche dal punto di vista della narrazione: chi vincerà stavolta? Di sicuro rimarrete sorpresi per la piega che prenderà questa nuova guerra.

 

RASSEGNA PANORAMICA
Star Wars: Gli Ultimi Jedi
8.5
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