Volteggiare per New York, acrobazie, divertimento, cuore sono un ottimo biglietto da visita per il debutto di Spider-Man PS4 targato Insomniac Games in uscita il 7 settembre

Spider-Man PS4 è finalmente tra noi, ed è arrivato il momento di tirare le somme. Insomiac Games aveva un compito estremamente complesso, riuscito quasi del tutto, cercando di fondere l’uomo Peter Parker e l’eroe Spider-Man in grado di sfrecciare tra i grattacieli di New York con le sue ragnatele. I tre capostipiti sono stati fusi in maniera saggia dallo sviluppatore che ha trovato enorme ispirazione dall’Uomo Pipistrello di Rocksteady memoria. In generale Spider-Man PS4 non ha il merito di innovare ma di arricchire i connotati del genere non osando purtroppo mai oltre il dovuto.

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Pronti via la storia inizia senza fronzoli, con l’arresto di Wilson Fisk alias Kingpin. Il vuoto di potere in poco tempo porterà altri desiderosi a riempire il posto vacante del trono criminale. Un avvio per la storia sufficiente più intrigante con l’avanzare del suo percorso non raggiungendo però dei picchi eccelsi. Come se molto altro sia stato riservato per futuri nuovi capitoli e in effetti alla fine dei titoli di coda… Detto ciò, Peter Parker ha 23 anni e 8 anni di esperienza consolidata nella lotta al crimine. Abbiamo difronte una mente geniale che si è costruito da solo i suoi spara-ragnatele elettronici – seguendo quindi la scia dell’Uomo Ragno high-tech dei Marvel Studios.

L’opera videoludica è guidata prepotentemente dalla trama dove a tenere banco è l’uomo dietro la maschera, Peter Parker, piuttosto che il contrario. Un impianto narrativo convincente scandito dalla presenza di storici personaggi che umanizzano ancor di più il protagonista. Le parti giocabili di Mary Jane servono per esempio ad accrescere la nostra comprensione delle complicazioni di un eventuale relazione. Peter, con i suoi superpoteri, cerca sempre di proteggerla, mentre lei, figlia del suo tempo, vuole sempre entrare in azione. Spider-Man è una figura leggera con una personalità a volte goliardica che sarà costretta a scontrarsi con le difficoltà dell’età adulta accrescendo il contrasto tra umorismo e serietà. In questo senso è pertinente la presenza di J. Jonah Jameson, le cui parole risuonano nel suo talk show radiofonico.

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Insomniac si è concentrata inoltre sul terzo aspetto fondamentale per un gioco di Spider-Man, ovvero il volteggiare tra i grattacieli di New York. La missione è riuscita solo in parte perché manca la totale fluidità e controllo a 360°. Passare da un edificio all’altro doveva risultare veloce e fluido dando molto controllo al giocatore. Lo sviluppatore prova a bilanciare i due aspetti ottenendo però un risultato solo sufficiente. Il problema si riscontra nella transizione regnatele, salto, regnatele in cui viene aggiunto un boost fastidioso in orizzontale, ispirato ad Infamous, non riuscendo a dare quel senso di continuità appagante sempre riscontrata nei Batman di Rocksteady. A causa di ciò sarà molto semplice sbattere contro un edifico, che Spidey correrà e supererà in verticale con la pressione prolungata del tasto R2 – ottimo espediente per ovviare al problema ma si poteva fare più attenzione.

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Sul combattimento va molto meglio nonostante ci sia da fare un appunto anche in questo caso. Lo stile è ispirato estremamente bene al free flow system dei Batman: Arkham. Non ne rinnova lo stile quanto le coreografie acrobatiche dell’Uomo Ragno in schivata. Lo sviluppatore però per andare sul sicuro ha preferito un sovraccarico in orizzontale. Il concetto di colpo, schivata, contrattacco e uso di oggetti ambientali viene portato allo stremo appesantendo anziché ampliare nelle intenzioni le possibilità. Con le combinazioni prolisse per abbattere un nemico il tempo si trasforma in un tiranno più che in un alleato. Bisogna gestire anche il minimo particolare, tra sparare ragnatele, schivare, attaccare, volteggiare, usare tutti i gadget possibili, affidarsi disperatamente agli oggetti ambientali e quando il panico sopraggiunge addirittura fuggire per ripristinare la salute. Non è certo lo Spider-Man leggiadro e immediato che ci aspettavamo.

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Il bellissimo Open World di Spider-Man presenta delle attività secondarie ma anche in questo caso non è particolarmente innovativo. È vero molto assomiglia ad Arkham City e Arkham Knight ma come loro fa lo stesso errore di essere un po’ troppo ripetitivo nelle side-quest. La maggior parte di loro viene inserita nella prima parte del gioco come missione principale per poi ritagliarsi un successivo spazio laterale. Mossa un po’ scorretta visto e considerato che la prosecuzione della trama principale poteva benissimo fare a meno di questi specchietti per le allodole riempitivi.

Come detto sopra stupendo il mondo aperto di New York che pullula di vita sia di giorno che di notte (no, non è presente il ciclo dinamico) in una riproduzione fedele più intriganti easter egg che appagheranno i fan Marvel. I diversi costumi di Spider-man vengono sbloccati man mano che la storia avanza. Ce n’è davvero per tutti i gusti, da Spider-Man Noir ad Iron Spider di AvengersInfinity War. Concludiamo con i trofei che sono in totale 51 ma i titoli in italiano sono zeppi di spoiler, quindi non leggetela se non volete rovinarvi la sorpresa. E infine il comparto grafico che nella prova con PlayStation 4 Pro mostra una pulizia cristallina scandito da un comparto luci eccelso. Graficamente parlando? Davvero sublime!