RECENSIONE "WONDER WOMAN"

Wonder Woman
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Wonder Woman: Recensione del Film DC

Wonder Woman
Wonder Woman: Recensione del Film DC

Warner Bros. prosegue nella strada dell’Universo Esteso DC (DCEU) tornando nelle sale con il suo quarto film, ‘Wonder Woman‘, che vede la bella attrice israeliana Gal Gadot nei panni della protagonista Diana Prince tornata dopo le fatiche di ‘Batman v Superman: Dawn of Justice‘ uscito lo scorso anno.

Alla base dell’impianto c’è ancora una volta una storia pensata da Zack Snyder, che dopo ‘Suicide Squad‘ sveste nuovamente i panni da direttore per osservare dall’alto della produzione la crescita della sua creatura, che finalmente inizia a prendere una forma definita. Allan Heinberg figura a sorpresa come unico sceneggiatore, “relegando” il co-boss DC, Geoff Johns, “solo” alla produzione esecutiva testimoniando comunque un primo segnale di come le cose stiano tornando molto probabilmente alla normalità.

Wonder Woman



Normalità come quella che definisce questa storia, che altro non è che una delle più classiche storie di origini, dove la fabula ha la meglio sull’intreccio, dove c’è una crescita del personaggio lungo il cammino, dove basta far filare tutto liscio spiegando ogni cosa per bene, non inserendo nessun ulteriore piano narrativo e facendo finalmente davvero pochi tagli azzardati per far trascorrere 121 minuti in maniera assolutamente soddisfacente.

Infatti non siamo difronte a un prodotto estremo e profondamente di rottura come poteva essere ‘Batman v Superman‘ con tutti i suoi (pregi e) difetti ma era proprio ciò di cui aveva bisogno la DC per riassestarsi con spirito rinnovato e soprattutto ritrovato, anche agli occhi della critica. Per la prima volta assistiamo ad un lavoro certosino di bilanciamento tra tutte le sue parti, di sapiente attenzione ai dettagli e in generale di un lavoro, quello della regista Patty Jenkins, assolutamente convincente.

Wonder Woman è la normalizzazione di DC Film dopo il passo svelto e farraginoso dei precedenti capitoli del suo Universo Esteso

Oltre un lavoro attento e determinato, sono presenti tutta una serie di elementi, tra musicalità tenue e la presenza dell’umorismo nei momenti giusti che denotano uno sforzo evidente di DC e WB di volere entrare di diritto in un canone già consolidato da diversi anni dalla sua controparte e che adesso più che mai è vitale per continuare nella strada tracciata da Snyder, che per tristi cause di forza maggiore ha dovuto lasciare il passo a Whedon in ‘Justice League’ che arriverà il prossimo novembre.

Per iniziare nell’analisi è certamente doveroso puntare l’accento sulla storia che si sviluppa dalla piccola Diana desiderosa di combattere, alla giovane donna pronta a tutto pur di fermare Ares. Una favola determinata per larga parte del film dall’ingenuità della principessa delle Amazzoni, che a volte scalda davvero il cuore – bravissima in questo Gal Gadot – e dal dramma finale che certifica la crescita del personaggio e un’impennata decisa nel tono che è sempre all’altezza della situazione. Finalmente convincente è la sceneggiatura, ovviamente capiamoci, bada al sodo e fa ciò che deve fare per portare a casa la missione da “normalizzatore” ma a volte è davvero meglio così.

Wonder WomanWonder Woman‘ non è ovviamente solo una favola perché come sappiamo è presente il dramma della Prima Grande Guerra ed è lì in mezzo alle trincee che Diana scoprirà il suo potere e soprattutto la verità sulle sue origini. In questo contesto, oltre la parte iniziale con l’arrivo dei tedeschi sulle coste dell’isola del “Paradiso”, si concentra l’azione – scandita dall’ormai celebre musica di Junkie XL – dove il dinamismo e i poteri straordinari della supereroina appagano e non poco lo spettatore presente in sala; nelle azioni furenti c’è un uso preponderante di CGI che purtroppo fa un piccolo passo indietro rispetto ‘Batman v Superman‘ ma sappiamo che le questioni di budget hanno tenuto il film coi piedi per terra e a fin dei conti non è stato assolutamente un male per altri aspetti.

Il plauso non va solo a Gal Gadot, che è entrata in un ruolo che sembra calzarle davvero a pennello, ma ovviamente anche a Chris Pine che veste i panni della spia americana Steve Trevor e che avrà a lungo andare un ruolo determinante nella pellicola di Patty Jenkins. In questo senso ben si inserisce la sapiente scelta di dar vita anche a un team che guidasse Diana e Steve nelle profondità delle linee nemiche attraverso il Belgio, sto parlando di Sameer (Saïd Taghmaoui), un maestro del travestimento, Charlie (Ewen Bremner), un cecchino e Il Capo interpretato da Eugene Brave Rock che altri non è che un contrabbandiere. Tutti sono funzionali allo scopo e non sono mai banali con un inatteso alleato David Thewlis che si fonde perfettamente col resto della storia.

Ovviamente ci sarebbe pure da parlare del villain, ma per motivi di Spoiler, vi dico solo che a differenza di ‘Suicide Squad‘, è tanto ma davvero tanto meglio, c’è una caratterizzazione e una motivazione interessante per le sue azioni e un twist nientemale dietro la sua rivelazione. Bene anche i due cattivi di supporto rappresentati da Elena Ayana che veste i panni del Doctor Poyson e Danny Huston che interpreta il folle generale tedesco Erich Ludendorff.

villain Wonder Woman

Proprio grazie al contesto storico la produzione, nella persona di Lindy Hemming, ha fatto parecchia attenzione anche sui costumi che a prima vista e in generale anche ad un occhio accurato sembrano realizzati molto bene e in linea col tempo, come dimostrano non solo i passanti per le strade londinesi, le diverse fazioni di soldati ma la prova costume di Diana da più di 200 capi con la collaborazione straordinaria di Etta Candy (Lucy Davis) bravissima nel ruolo. Se nei costumi le cose funzionano, forse un po’ meno va con la fotografia di Jensen che colpisce raramente, per fortuna che la potenza del contesto storico e le scenografie di Bonetto aiutano a mitigare la situazione.

Il vero obiettivo di ‘Wonder Woman’ però è quello di insegnarci un importante lezione dove sono le emozioni (10) e l’intensità di queste a farla da padrona, dall’inizio alla fine infatti la pellicola è un turbinio di emozioni che attraversano non solo la protagonista ma il contesto storico in cui è immersa che costerà caro per alcuni e porterà Diana sulla strada dell’eroismo “esiliato”; come ho scritto uscendo dalla sala dopo l’Anteprima e ci tengo a riportarlo anche qui Wonder Woman è “super-eroico” ma assolutamente mai banale nonostante il concetto favolistico alla base.

Un ulteriore cosa che tengo a dire è che per la prima volta nel DCEU, dopo l’accenno alla stregoneria in ‘Suicide Squad‘ con l’inserimento di figure mitologiche qui vediamo davvero l’inserimento di elementi e soprattutto combattimenti magici che sanciscono forse la fine dei vecchi Dei e l’avvicinarsi dei Nuovi che forse già vedremo il prossimo 17 novembre in ‘Justice League‘. Concludo brevemente col doppiaggio che mi è sembrato discretamente buono tranne per alcuni personaggi.

Conclusione

Wonder Woman‘ con la sua storia di origini e la sua semplicità serve su un piatto d’argento l’occasione del riscatto “normalizzante” per Warner Bros. che con un lavoro certosino ha forse il lasciapassare di un genere che è stato già definito da tempo in canoni molto rigidi e che era l’ora di abbracciare per farne definitivamente parte. Il film di Patty Jenkins però non è perfetto, c’era ancora qualcosina che si poteva fare o aggiustare per rendere il film meno carente in alcuni punti e più convincente in altri, un esempio su tutti il momento che doveva sembrare evocativo con Diana che sale dalla trincee per sfidare i tedeschi e che si trasforma più in una sfilata con le camera che riprendono da diverse inquadrature il corpo dell’eroina. Il contesto storico era infatti importante e in altri elementi tra cui soprattutto quello scenografico e nella parte intermedia e finale del plot viene evidenziata per bene. In generale però in virtù di tutti gli elementi menzionati sopra l’atteso punto di partenza per questo DCEU sembra finalmente giunto.

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PRO
- Tono roccioso
- sceneggiatura e trama semplice ma ben fatta
- affrontata e sviscerata benissimo la parabola di crescita dell'eroina Diana
- Interessante l'inserimento organico del villain e sorprendente il colpo di scena con le sue motivazioni
- Costumi ottimi
- Doppiaggio buono
- Bene l'azione ma...
CONTRO
- ...effetti visivi peggiorati da BvS
- alcuni momenti evocativi nel film si trasformano in qualcosa di poco convincente
8.8

VOTO REDAZIONE

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  • DISTRIBUTORE: Warner Bros. Pictures Italia

  • REGIA: Patty Jenkins

  • CAST: Gal Gadot, Chris Pine, Said Taghmaoui, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis, Ewen Bremner, Elena Anaya, Connie Nielsen e Lucy Davis

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