Anthony Buscemi

RECENSIONE-TRANSFORMERS: L'ULTIMO CAVALIERE

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Transformers: L’ultimo Cavaliere, Recensione

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Transformers: L’ultimo Cavaliere, Recensione

Il franchise di Transformers prosegue la sua strada nell’universo cinematografico con il debutto del quinto capitolo, Transformers: L’ultimo cavaliere, dove ritroviamo Mark Wahlberg nei panni dell’inventore Cade Yeager insieme a tutta la serie di Autobot e Decepticon ormai a noi noti e con la regia di Michael Bay, che dopo questo ultimo capitolo abbandonerà il franchise.

Il film si presta a raccontare gli eventi dopo la battaglia ad Hong Kong del quarto capitolo della serie e vediamo gli ultimi Autobot rimasti e Cade Yeager ricercati dal TRF, un’organizzazione militare il cui scopo è eliminare ogni forma di Transformers sia buono che cattivo. Una nuova minaccia si sta avvicinando sulla Terra e mentre Optimus Prime se ne è andato alla fine del quarto a cercare i suoi creatori, la chiave per la salvezza del mondo è custodita sotto la polvere del passato, nella storia segreta dei Transfomers.

Transfomers



Quest’ultimo capitolo non funziona affatto, non riesce a seguire delle regole, non riesce a seguire una strada ben definita, per essere appunto bocciato dalla critica, ma in modo molto più decisivo. Conosciamo benissimo infatti le conoscenze cinematografiche di Michael Bay: esplosioni dappertutto, robot ovunque ma soprattutto il lavoro è stato eseguito con una sceneggiatura veramente penosa che rende ancor più instabili le già traballanti fondamenta di questo film.

Transformers: L’ultimo Cavaliere è letteralmente distaccato da tutto il resto del franchise

Partendo dall’inizio cercando di seguire una scaletta per non divagare troppo, si può iniziare con il parlare della trama e del tono del film. Che dire: se nei primi quattro minuti del film la trama sembrava avere un senso, sembrava attirare molto di più lo spettatore riguardo la nuova tematica del film, nei successivi 90 minuti tutto ciò è assente. Infatti fin dall’inizio si perde traccia e ci si dimentica facilmente della tematica portante del film, a causa di cambi di scenografia, dialoghi e vicende che riguardano i personaggi così repentini che non permettono all’osservatore di metabolizzare bene ciò che è avvenuto nella scena precedente. I primi 90 minuti del film, quindi, cercano di raccontare, in modo brutale ed in parallelo ciò che sta succedendo a vari personaggi del film in luoghi e momenti diversi e che effettivamente non hanno coerenza né tra loro e né con la storia dei film precedenti, cioè sembra che Michael Bay letteralmente non abbia tenuto conto di ciò che è successo ed è stato raccontato nei capitoli passati. Nella seconda parte invece il film un po’ si riprende, cercando di raccontare gli eventi in modo molto meno frenetico di prima e soprattutto dando una certa continuity tra una vicenda e l’altra, permettendo finalmente allo spettatore di far intendere ciò che vede.

Transfomers

Il film, proseguendo, ha una sceneggiatura pressappoco scadente, neanche degna dei personaggi che fanno parte del cast; una sceneggiatura che si trasforma nella goccia che fa traboccare il vaso, sottolineando nuovamente l’incoerenza di certe scelte del regista, senza considerare i numerosi scavalcamento di campo e gli errori di composizione della scena di cui Bay sembra non tenerne mai conto. Il film, non riesce a salvarsi nemmeno nei toni di cui è pervaso: è presente, infatti, una costante oscillazione, che si riduce nella seconda parte del film, di toni umoristici che sfociano a volte anche nel demenziale, inserendosi anche in scene magari degne di un tono più serioso ed epico, ma che alla fine vengono rovinate da un umorismo inadeguato degno di un cinepanettone natalizio.

Tutto ciò, ovviamente influenza nientemeno che la caratterizzazione dei personaggi e del “villain” principale. Mark Wahlberg continua a vestire i panni di un inventore che in questo film dimostra di tutto: diventa infatti il superman della situazione, protagonista di scene più incredibili e rischiose che altro, certo ovviamente riesce nell’interpretazione del personaggio, però avevamo veramente bisogno di questo? Per quanto riguarda Anthony Hopkins, forse in tutto il film è l’unico personaggio ben trattato e caratterizzato fino alla fine, ma che comunque cade molto in basso proprio per il personaggio che deve interpretare: una copia distorta e inutilmente supergasata, umoristica e anche volgare di un’apparente saggio Lord inglese che si ritrova persino a fare gestacci agli autobolisti che investe insieme al suo compagno automa-maggiordomo. E che dire di Stanley Tucci, oltre che è rinato sotto le vesti di Merlino quasi più di 800 anni prima dell’interpretazione di Joshua Joyce del quarto capitolo della saga. Tanto per sottolineare un caso di incoerenza con i precedenti capitoli dove un attore viene reinserito per interpretare un personaggio diverso e per lo più di un’altra epoca, un Merlino che comunque viene visto come ciarlatano e bevitore seriale. Poi ovviamente i nuovi personaggi di Isabela Moner e Jerrod Carmichael sono come inesistenti, perché dopo una prima presentazione in alcune scene iniziali del film se ne perde traccia per ritrovarli alla fine, dove comunque non ricopriranno un ruolo chiave, denudandoli dunque di quel minimo di co-protagonismo che forse Bay voleva mostrare. Laura Haddock, invece rispetto agli altri, inserendo una nota positiva, ha avuto un ruolo più importante e fondamentale rispetto agli altri ruoli femminili della saga e questo mi è piaciuto, ma rimane comunque una plurilaureata ed elogiata professoressa di storia molto attraente che si fa strada con lentezza nell’affermarsi fondamentale come il ruolo che ricopre vuole che sia. Per ultimo è giusto almeno accennare a quella che è la figura di Optimus Prime, che dal trailer si vede come egli trasforma in un nemico per gli Autobot e la Terra, la cui evoluzione del personaggio è stata più che scadente, ma non vi svelo oltre.

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Continuando, parlare di Villain qui sarebbe un parolone: infatti quella che è definita una dea Transformers, Quintessa, molto importante a livello storico e creazionistico della loro storia di cui però non si è sentito mai parlare, è un personaggio in sostanza che dall’inizio alla fine, oltre ad essere presente solo in pochissime scene, non ha assolutamente lo stesso rilievo che gli si cerca di imporre: è semplicemente un cattivello fra tanti anzi fra i molti che figurano nel film, con il ritorno inspiegabile e sempre incoerente di alcuni già visti, come Megatron.

Ciò che invece ha ottenuto una discreta attenzione è stata la scelta di costumi, che sia nei flashback del passato dei Transformers durante il medioevo, sia nei tempi moderni sono riusciti ad adattarsi alle varie situazioni, con i personaggi principali che comunque hanno indossato vari outfit in base anche ai diversi scenari in cui si trovavano. Se però per i costumi siamo saliti sopra la sufficienza, per la fotografia di Jonathan Sela dobbiamo scendere ancora giù: potreste pensare che la fotografia almeno in questo capitolo poteva essere all’altezza, o almeno accettabile, perché comunque già nel trailer si vedevano scenari molto suggestivi, ma invece non è stato così. Gli unici panorami apprezzabili sono stati il castello di Sir. Edmound Burton (Anthony Hopkins) ed uno scenario durante il flashback della storia di Re Artù, e poi basta, solo due scene e poi tutto azione e concentrazione su esplosioni e combattimenti.

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Azione, se la potessimo definire così: in sostanza Michael Bay ci dà in pasto la stessa poltiglia di sempre già masticata più e più volte. Le scene di azione sono sempre incomprensibili e sempre più dinamiche, con l’inserimento di alcuni slow motion che effettivamente aiutano leggermente ad inquadrare meglio la scena, ma alla fine si riempie sempre di esplosioni e robot che combattono tra loro con movimenti molto frenetici che confondono l’osservatore. Ovviamente di tutto questo non si può che apprezzare come al solito gli effetti visivi e sonori, che sono l’unica cosa effettivamente salvabile a pieno del film. In questo sappiamo che Michael Bay non si lascia scappare nulla e noi non possiamo far altro che comunque rimanere sorpresi di tutte le trasformazioni dei robot e tutti gli effetti sonori magistrali che pervadono la pellicola.

Conclusione

Transformers: L’ultimo cavaliere sicuramente segnerà la saga del franchise in modo più che negativo, perché il film non solo è di nuovo la stessa pappa ribollita strapiena di esplosioni e combattimenti ovunque, ma ha anche una sceneggiatura degradante che va ad influenzare negativamente il film diventando semplicemente una pellicola di basso intrattenimento. Senza contare il fatto, molto importante comunque, dell’incoerenza degli eventi, che trasformano questo film in un capitolo a sé stante, che non tiene assolutamente conto di certi dettagli dei precedenti sfociando dunque nel ridicolo. Un film assolutamente da dimenticare, nella speranza o che il franchise si concluda o che i prossimi verranno meglio trattati sotto un’ottica artistica e cinematografica propriamente detta.

Transformers

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PRO
- ottimi e sensazionali effetti visivi
- discreti i costumi
-abbastanza bene la recitazione degli attori, grazie Hopkins ci hai salvato..
-più che buono anche il doppiaggio
-effetti sonori adatti e rigorosi alle scene d'azione
CONTRO
-tono errato che non rappresenta affatto quello reale che dovrebbe assumere la pellicola
-sceneggiatura scadente
-scene d'azione troppo frenetiche che non permettono la giusta comprensione degli eventi
-personaggi poco caratterizzati
-villain non caratterizzato finendo per diventare una macchietta nella pellicola
-fotografia non all'altezza
-incoerenza di alcuni dettagli della storia con il film e i capitoli precedenti
-buchi di trama, composizioni sbagliate e scavalcamento di campo a mai finire
6.0

VOTO REDAZIONE

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  • thomas

    Il personaggio interpretato da Josh Duhamel (Lennox) ha rilevanza o è stato messo nel film così a caso?
    Tyrese Gibson c’è nel film?

    • Anthony

      Ciao Thomas. Allora per quanto riguarda Josh Duhamel, in questo film ha avuto abbastanza importanza perchè ha portato allo svolgimento e realizzazione di situazioni da una parte negative e dall’altra positive verso la fine come in segno di redenzione. Nello specifico posso dirti che lui è uno di quei dettagli “incoerenti” nel film, perchè nonostante lui sappia che esistono Trasformers buoni e cattivi, sembra ad un certo punto non farne la distinzione. Per quanto riguarda Tyrese Gibson in teoria è nel cast, ma a dirti la verità io non l’ho visto proprio nel film ?

      • thomas

        Grazie per il chiarimento, sapevo anche io che era nel cast ma non l’avevo visto in nessun trailer. Quindi secondo te sono riusciti a rovinare pure Lennox come personaggio?
        Ti faccio questa domanda perché è il mio personaggio preferito della saga di Trasformers. Dopo averlo visto combattere al fianco degli autobot nei primi 3 film, il fatto che non faccia più distinzione tra i Trasformers è un po’ come un colpo al cuore per me.

        • Anthony

          Si purtroppo a mio parere, anche se comunque ha avuto la sua caratterizzazione, ma in questo film lo vediamo diverso, come un personaggio che non abbiamo mai visto e alla fine trova la sua “redenzione”. Ora giustamente per spiegartelo meglio e farti capire proprio di che genere di incoerenza stiamo parlando dovrei spoilerare una parte del film, però per farti capire che questo personaggio non ha avuto anch’esso il giusto collegamento con la sua storia di prima.

          • thomas

            Ok, ho capito, tanto vado a vederlo sabato, lo vedrò con i miei occhi.

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