RECENSIONE SPIDER-MAN: HOMECOMING

Spider Man
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Spider-Man: Homecoming, Recensione

Spider-Man Homecoming
Spider-Man: Homecoming, Recensione

Dopo lunghe trattative con Sony Pictures il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige riesce nell’impresa di riportare a casa una delle colonne portanti della Casa delle Idee, Spider-Man. Non l’Uomo Ragno “rebootato” di Webb piuttosto quell’arrampicamuri immaginato nei fumetti da Stan Lee e Steve Ditko sul finire degli anni 60′.

Uno studente, nient’altro che questo Peter Parker ritroviamo nella sua anima classica, un giovane eroe di quartiere immerso in un contesto molto più grande di lui, quello di un mondo colmo di supereroi e infinite cicatrici che la popolazione mondiale si porta dietro come la battaglia di New York avvenuta otto anni prima. Proprio in questo contesto conosciamo quello che potremmo definire forse uno – se non il migliore – villain dei Marvel Studios ad oggi in un ambiente, quello cinematografico, che da tempo chiedeva giustizia a gran voce.

Il tutto è supportato da un canovaccio ben architettato che ancora una volta certifica il lavoro quasi sempre certosino dei M.S. che ha messo sulle sue spalle il lato creativo che spesso e volentieri oggi si dimostra determinante in sede d’esame, giusto per tenere viva la terminologia scolastica viva e vegeta più che mai.
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Dopo un introduzione che cerca di evitare a più riprese ogni possibile Spoiler di sorta concentriamo la nostra analisi su uno dei pregi più intriganti e forse più riusciti della pellicola, stiamo parlando del villain che si prende voti altissimi assolutamente meritati. Toomes nient’altro che il celebre Avvoltoio qui interpretato da un bravissimo Michael Keaton riesce a catalizzare spesso e volentieri l’attenzione su di sé grazie ad una caratterizzazione poderosa, una forza maestosa e una cattiveria pari solo a celebri villain del passato cinematografico generale. Le sue motivazioni, i suoi dubbi e il twist sorprendente nel terzo atto ne fanno un nemico a tutto tondo perfetto per questo Spider-Man che certamente ha bisogno di una svegliata.

E’ proprio lui, Peter Parker – interpretato da un bravissimo Tom Holland, non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme sulle qualità dell’attore – l’unico che può tenere testa a Toomes non tanto perché sia così sfaccettato, anzi è uno dei più classici eroi mono-dimensionali, ma perché la sua crescita durante la pellicola è davvero intrigante. Smettere di pensare come un ragazzino che vuole fare di più e diventare l’eroe che Spider-Man deve essere è chiaramente l’obiettivo primo che il regista Jon Watts e il team creativo dei Marvel Studios si è dato raggiungendo l’obiettivo a pieni voti. Ho apprezzato parecchio anche il doppiaggio italiano di Peter affidato ancora una volta ad Alex Polidori che riesce nell’impresa di filtrare alcuni momenti topici della pellicola mantenendo l’ilarità o la serietà in maniera praticamente identica e immutata alla controparte oltreoceano.

Nello sfondo troviamo anche la vita privata di Peter che consiste nello sfondo scolastico, più un impedimento per Peter nella parte iniziale della pellicola, con Ned (Jacob Batalon) che presto diventerà spalla inseparabile del protagonista e in questo Batalon riesce abbastanza bene; mentre il resto dei compagni di classe rimane più sullo sfondo tra Michelle e Liz che non riescono nel compito di convincere tranne per un twist finale assolutamente inaspettato e qui la segretezza Marvel ha colpito ancora. Dall’altra parte invece Marisa Tomei nei panni di una più giovane e sprovveduta Zia May che prova a stare dietro il nipote, purtroppo spesso e volentieri con scarsi risultati. L’attrice ha certamente un’eredità difficile da mantenere proprio a causa del mancato rispetto dei canoni classici e la forza del personaggio che deve badare al nipote in un contesto difficile soprattutto dopo la morte del marito – cosa che in Homecoming per scelta voluta degli autori non vediamo e che era stato promesso avremmo scorto ma che purtroppo si è rivelato manchevole in questa nuova Zia May.

Infine lui, proprio Tony Stark, sì perché ritorna Robert Downey Jr. nel ruolo di Iron Man qui in veste di mentore del ragazzo dimostrando quanto sia cambiato. Qualche ruga in più sulle spalle e la precedente scazzottata col Cap in “Civil War” lo hanno evidentamente portato a riconsiderare la sua posizione nel mondo e soprattutto riabbracciare alcuni aspetti del passato come la responsabilità, virtù che suo padre aveva sempre cercato di portare in quel ragazzo così avventato e amante della tecnologia; Peter è un po’ il prototipo (passatemi il termine) di figlio che serviva a Tony anche per una sua crescita personale. Non lo si vedrà molto perché servirà più che altro come pretesto per sviluppare il concetto di crescita che vi ho menzionato sopra ma anche in quei pochi momenti sembra davvero un’altra persona.

Tony Stark Peter Parker Spider-Man Homecoming

Oltre però i lati positivi c’è qualcosina nella tecnica alla base che non va. Infatti soprattutto all’inizio si notano diversi passaggi eccessivamente rapidi con tagli fin troppo evidenti causati da una regia, quella di Watts, che purtroppo preferisce badare più al sodo finendo per presentarci un tono un po’ troppo ballerino in alcuni punti, tra il pauroso Avvoltoio che sommerge ma non del tutto uno Spider-Man che non vuole proprio saperne di prendersi troppo sul serio.

Insomma un po’ un pasticcio che non rende giustizia soprattutto alle sequenze introduttive per un canovaccio di questo tipo fondamentali; fortunatamente la narrazione torna scorrevole migliorando nel secondo e soprattutto ultimo atto con un twist sorprendente. Mentre andando al sonoro Giacchino fa uno splendido lavoro con una parte della colonna sonora, ovvero quella che riguarda la ri-edzione con fanfara dalla musica che ha accompagnato per anni il personaggio, meno su tutto il resto che non sempre è convincente in tutti i momenti.

L’azione invece è frenetica e gli effetti visivi sembrano certamente migliori rispetto a quelli di Civil War nonostante si potrebbe fare ancora qualcosina di più.

Spider Man

Nota finale di colore, infatti sembra che i Marvel Studios stiano puntano molto di più sulle note cromatiche dei costumi e della cultura pop che accompagnano i titoli di coda. Mentre per la fotografia ho notato un deciso passo avanti, nonostante credo quello sia merito maggiore di casa Sony da sempre attenta – come dimostrato dall’eccezionale piano sequenza visto in 007 ad esempio – a queste prelibatezze del cinema che ormai di rado si vedono ahinoi sul grande schermo.

Conclusione

Certamente si tratta di uno dei migliori ritorni a casa possibili per Spider-Man, che sarà destinato a diventare la colonna portante del futuro Marvel Cinematic Universe. Gli errori e le sbavature non mancano, forse dettate dalla fretta e in generale un regista, Jon Watts che ha badato più all’utile che non sempre paga per tutti i 133 minuti di visione. I punti certamente da lodare riguardano il villain, finalmente un cattivo degno per un film di supereroi, poi la crescita importante del protagonista e senza dubbio un nuovo punto di vista che passa da un MCU “spaziale, miliardario e nordico” a una visione che si punta coi piedi e le mani per terra concentrandosi sulle persone comuni che devono rapportarsi a una coscienza e un mondo ormai cambiato per sempre. In tutto questo c’è una certezza che rappresenta un assoluto ed è il bentornato a Spidey che speriamo adesso possa trasformarsi davvero in quella colonna portante che tutti speriamo diventi nel futuro dell’Universo Cinematografico Marvel: bentornato Spider-Man!

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PRO
- Finalmente un villain con gli attributi!
- Crescita significativa del protagonista Spider-Man / Peter Parker
- Tom Holland molto bravo, non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme
- Marvel Studios praticamente perfetto nella parte creativa
- Grande pathos in alcuni momenti della pellicola
- Alex Polidori bravissimo nel doppiaggio Peter Parker / Spider-Man
CONTRO
- Qualche passaggio eccessivamente rapido all'inizio con tagli fin troppo evidenti causati da..
- ...una Regia (quella di Watts) che bada più al sodo e...
- ....che finisce per presentarci un tono un po' troppo ballerino in alcuni punti oltre che...
-... uno Spider-Man che non vuole proprio saperne di prendersi troppo sul serio
8.7

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  • DISTRIBUTORE: Warner Bros. Italia

  • REGIA: Jon Watts

  • CAST: Tom Holland, Marisa Tomei, Zendaya Coleman, Robert Downey Jr, Laura Harrier, Toni Revolori, Jon Favreau, Donald Glover, Tyne Daly, Bokeem Woodbine, Hannibal Buress, Angourie Rice, Logan Marshall-Green, Martin Starr, Michael Chernus

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