RECENSIONE Jurassic World: Il Regno Distrutto

Jurassic World: Il Regno Distrutto
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Jurassic World: Il Regno Distrutto – Recensione del film con Chris Pratt

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Jurassic World: Il Regno Distrutto – Recensione del film con Chris Pratt

Tre anni fa usciva nelle sale Jurassic World che si poneva l’arduo compito di ristabilire il miracolo costruito da Steven Spielberg negli anni ’90. La patata bollente affidata a Colin Trevorrow riuscì nell’impresa di convincere anche i più scettici traendo linfa da un concetto tanto caro a Hollywood. Riavviare un franchise prendendo l’essenza del passato non è ugualmente impresa facile, motivo per cui l’incredibile successo ha riportato Trevorrow a riprovarci. Insieme al collega Derek Connolly hanno costruito l’intreccio del secondo capitolo affidato questa volta a Juan Antonio Bayona. Quest’ultimo prova a combinare elementi cari a Il Mondo Perduto con il suo bagaglio di Sette minuti dopo la mezzanotte. Il risultato è una mistura classica del genere, a tratti convincente e in altri troppo stereotipata finendo nel fantasy.

Sono ormai passati tre anni da quando Jurassic World, il parco dei dinosauri, è stato distrutto dall’Indominus Rex. Ormai l’isola è abbandonata con gli animali preistorici sopravvissuti che continuano ad abitare la giungla nonostante un imminente esplosione potrebbe riportarli al Giurassico. Infatti quando il vulcano dell’isola si prepara all’esplosione, è questione di tempo prima che Claire (Bryce Dallas Howard) e Owen (Chris Pratt) tornino per guidare una spedizione di salvataggio. Soltanto che il complotto è subito dietro l’angolo.

Jurassic World: Il Regno Distrutto

Alcuni elementi cardine della trama erano già stati anticipati nel precedente capitolo soltanto che sviluppare una storia innovativa non è compito semplice. Infatti l’intreccio risulta scontato e alle volte eccessivamente sicuro su alcuni cardini di genere, mentre per la seconda parte sfocia in un essenza estranea al mondo di Jurassic Park. Sicuramente è un film coraggioso che a differenza della pellicola del 1997 prova davvero a introdurre i dinosauri su scala globale. Il problema è il come arrivarci al grande canovaccio che Colin Trevorrow ha in mente per il terzo capitolo.

Jurassic World: Il Regno Distrutto mette in campo elementi vecchi e nuovi per un esperimento che porta i dinosauri su scala globale

Più che in tre sarebbe saggio dividere la pellicola in due grandi atti tonali. Uno esplosivo e dinamico, più classico, il secondo invece quasi un esperimento fatto di suspence, horror ed estrema fantasia riuscito solo a metà. Jurassic World: Il Regno Distrutto infatti combina due livelli diversi tonali che dipingono un quadro eccessivamente ricco di dicotomia e parco di unità d’intenti. Per dirla in parole povere sembra quasi un film diretto da due persone diverse, la prima parte sembra più di matrice Trevorrow, la seconda più vicina all’anima thrilling / fantasy di Bayona. Il risultato è un inevitabile pasticcio tonale estremamente palese.

Jurassic World: Il Regno Distrutto

Il pasticcio lo si compie anche col personaggio di Claire che da aziendalista senza scrupoli che commissiona l’Indominus Rex si trasforma in un irreprensibile animalista. Tre anni forse sono bastati per cambiare le idee del personaggio ma la persona che ci ritroviamo davanti è totalmente diversa. Non si tratta infatti di una crescita della figura ma più che altro di una riscrittura totale, forse anche per accontentare chi l’aveva criticata nel precedente capitolo.

Chi fortunatamente resta sempre se stesso è l’Owen Grady di Chris Pratt, con una corazza indomabile, il solito senso dell’umorismo e un gran cuore. Nonostante l’esplosione di un vulcano e i lapilli incandescenti l’eroe riesce sempre a cavarsela e tirare avanti la baracca. Chiaro che alcune esagerazioni stilistiche come queste erano tranquillamente evitabili. Bene anche il personaggio di Justice Smith che interpreta l’informatico sbadato e facilmente impressionabile Franklin Webb. Anche lui cade vittima a volte del suo stesso personaggio anche se nei momenti topici riesce quantomeno a strappare una risata.

Eccessivamente scontati invece i personaggi di Eli Mills interpretato da Rafe Spall, l’emblema dell’incantamento al genere col classico villain bidimensionale che davvero ha pochissimo da raccontare. Ancora peggio il personaggio del cacciatore di Ted Levine, fin troppo stereotipato e banalizzato. Invece la figura di Maisie Lockwood (Isabella Sermon) viene più che altro sfruttata per il mero gioco finale di suspence e horror, gestito come una resa dei conti ancorata troppo al genere fantasy, spesso abusato da Bayona nella parte finale della pellicola.

Jurassic World: Il Regno Distrutto

Effetti visivi invece quelli di ILM sempre di grande qualità. Il Tirannosauro vibra fino all’ultimo muscolo per il suo ruggito da Re della Foresta. Il Vulcano di Isla Nublar prende vita e fa davvero paura. La grande sorpresa, il nuovo dinosauro è un misto di ferocia e aggressività implacabile. Insomma un gran bel lavoro di design ed effetti visivi.  Sui costumi ma soprattutto il sonoro si poteva fare qualcosina di più.

Conclusione

Il messaggio della tolleranza attraverso i dinosauri convince meno, sicuramente è più saggio il discorso di Jeff Goldblum che apre e chiude il cerchio su questo secondo nuovo capitolo. Jurassic World: Il Regno Distrutto cerca di innovare mettendo in pratica quel coraggio che forse è mancato a Il Mondo Perduto ma perde mordente nella messa in scena. Una grande prima parte che ostenta fin troppo i cardini di genere mista a una seconda di suspence che finisce più in un avvincente racconto fantasy.

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PRO
- Grande azione soprattutto nella prima parte
- L'eroe Owen Grady di Chris Pratt in grande spolvero, si potevano evitare però alcune esagerazioni stilistiche
- Il coraggio di portare il mondo dei dinosauri su scala globale
- Effettivi visivi grandiosi
CONTRO
- Film spaccato totalmente e "tonalmente" in due
- La trama poggia su basi poco solide
- Il personaggio di Claire è fin troppo diverso dal primo capitolo
- Ostentazione di genere e caduta di stile estranea al mondo di Jurassic Park
- Il messaggio e il tema con queste basi è assolutamente poco convincente
7.5

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