Sarebbe troppo banale fare una recensione di ‘Uncharted 4 – Fine di un Ladro‘ uguale a tutte le altre per questo la nostra analisi approfondita del capolavoro Naughty Dog si concentra sugli aspetti più intimi della figura eroica di Nathan Drake – redento in toto in quest’ultima fatica.

L’analisi approfondita non può che passare da un applauso fragoroso al team. Dopo ‘The Last of Us‘ Neil Druckmann e soci riescono ad esprimere nuovamente una capacità di storytelling assolutamente invidiabile riuscendo a raccontare in maniera quasi perfetta e in stile puramente cinematografico la parabola dei Drake. Uncharted 4 infatti s’inoltra non solo nelle foreste più fitte e insidiose ma soprattutto nei recessi della mente di Drake. Il nostro Nathan cela un passato paradossalmente tragico che in parte conoscevamo ma che adesso riabilita completamente la sua figura finalmente più vicina all’eroe che tutti forse abbiamo sempre immaginato.

Uncharted

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La trama infatti colpisce, non solo per la spettacolarità dei momenti concitati, ma per i sentimenti di ogni personaggio caratterizzato così bene che ad ogni loro riflessione la lacrima non tarda a sopraggiungere. Nella fattispecie parlo del rapporto tra Nathan e sua moglie, infatti un capitolo s’intitola tra l’altro “Nella gioia e nel dolore”, nel rapporto con Sully che dovrà per forza di cose scontrarsi con la sua età, ma sopratutto nel legame assolutamente profondo e di vero amore verso suo fratello Sam.

Uncharted 4: Fine di un ladro rappresenta l’esperienza videoludica definitiva che può ridefinire il genere action / adventure

I due hanno avuto un passato assai burrascoso, prima il collegio, poi le azzuffate per proteggere la figura dei propri cari, fino a un destino ben più grande che passa prima per i bassifondi del mondo criminale. L’obiettivo è sempre quello, la gloria, ma il protagonista col tempo è riuscito a farsene una ragione: forse le cose più importanti nella vita sono ben altre. Suo fratello invece ha bisogno di più tempo per far pace col proprio cognome e da qui si evince come il leit motive è sicuramente rappresentato dall’importanza della figura di Sir. Francis Drake.

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A più riprese vedremo il passato essere rispolverato grazie ad alcuni flashback molto toccanti pronti a collegarsi in maniera sapiente al presente. Questi esploreranno in maniera finalmente esaustiva tutti i punti interrogativi lasciati in sopeso soprattutto nel terzo capitolo e avremo un’idea definitiva sul personaggio Nathan Drake: ovvero destinato a grandi imprese rivelandosi l’eroe che tutti speravamo sarebbe diventato. In Uncharted 4 infatti il protagonista scende ancora una volta a patti con se stesso decidendo una volta per tutte da che parte stare, se nell’oscurità di una cripta o nella luce della legalità e della famiglia. Il vero eroismo però lo si percepisce fin dall’inizio, nel bisogno senza riserve di aiutare il fratello redivivo, bisognoso anche lui di far pace con se stesso una volta per tutte. Insomma Uncharted 4 racconta una bellissima storia di sogni e speranze che come non sempre accade riesce a diventare realtà. In tutto questo è impossibile non spezzare una lancia in favore di Elena, che sia da fidanzati e ancor di più da sposati, aiuta Nathan a prendere la decisione più saggia e fargli capire l’essenza dell’amore, il rispetto e la sincerità, elementi base per una famiglia e un sentimento solido.

Passiamo infine al resto, non meno importante, anzi. La varietà del gameplay, certamente rinnovato, si concretizza pienamente in Uncharted 4. Non solo nuovi accessori come la corda e il chiodo da roccia che rendono l’esplorazione ancor più entuasiamente, ma la sensazione di due stili di gioco. Infatti per la prima volta in maniera definitiva – avevamo già visto l’avvisaglia nel terzo capitolo –  ai ritmi forsennati possiamo sostituire lo stealth che porta lo studio dei movimenti nemici, il marcamento della loro posizione con l’apposito segnalino, tutto questo grazie alla presenza di una flora densissima che permette di nasconderci al suo interno.

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Infatti per questo è ugualmente doveroso fase una breve menzione a tutto il resto, perchè “Uncharted 4: Fine di un Ladro” è l’esperimento grafico meglio riuscito su console e nella fattispecie su PlayStation 4, con un fotorealismo impressionante che fa strabuzzare gli occhi e fa restare attonito anche chi non è vicino al genere. La cura dei dettagli poi è maniacale, la foresta prende vita, il movimento della flora, gli effetti particellari come la polvere che cade o si sposta al nostro incedere sono un plus formidabile. Potremo inoltre utilizzare degli effetti di luce, colore, modalità a rallentatore, gravità zero che renderanno l’esperienza non solo rigiocabilissima ma pure stravagante. Infine la lista dei trofei è molto simile a quella dei precedenti capitoli della serie con 60 obiettivi.

Conclusione

Insomma Uncharted 4 è da premiare a pieni voti, come esperienza videoludica completa, sia a livello di gioco che soprattutto narrativamente parlando. In questo schema infatti s’inserisce la caratterizzazione dei personaggi assolutamente convincente che fa scendere una lacrima al momento opportuno, come nell’epilogo che non vi svelo. Il titolo Naughty Dog è un capolavoro anche sotto il punto di vista tecnico mostrando forse per la prima volta i veri muscoli di PlayStation 4; anche il gameplay non sfigura con qualche nuova aggiunta che ci restituisce un gioco davvero godibile a 360° e che diverte davvero fino alla sua conclusione.