Nel 2014 usciva nelle sale ‘Tartarughe Ninja‘ diretto da Jonathan Liebesman, prodotto da Michael Bay e primo esperimento dopo gli anni ’90. Quest’anno invece è stato terreno fertile per il sequel diretto da Dave Green che non aveva convito appieno in ‘Earth to Echo‘ ed era questa la sua seconda chance da non fallire. Purtroppo però ‘Fuori dall’Ombra‘ è sì avvincente come il primo ma osa davvero poco finendo per fare giusto il compitino e pure con qualche sbavatura da evidenziare. Partiamo dalle note positive. Un pregio evidente che ha la pellicola è quello sicuramente di aver esplorato e caratterizzato ancor meglio i 4 protagonisti, ovvero le celebri tartarughe: Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello. A differenza del primo capitolo infatti, questo sequel mette a dura prova prima di tutto l’integrità morale dei 4 fratelli che cominciano a vedere il mondo sotto un’ottica diversa, che spesso e volentieri coincide con un mondo difficile dove non è sempre facile essere accettati.

Con questo non voglio dire che i ritmi compassati ricchi di dialogo e monologo, che sinceramente ho apprezzato, la facciano da padrone perché ‘Tartarughe Ninja: Fuori dall’Ombra‘ è una delle pellicole più esplosive e dense di dinamismo dell’anno fin dai primi momenti. Veniamo infatti travolti da un turbine di acrobazie e combattimenti tipici del primo film, ma che qui mostrano i protagonisti con una nuova consapevolezza, evidentemente scaturita dalle azioni del precedente.

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Insieme al dinamismo non possono che andare di pari passo i complimenti per gli effetti speciali di grandissimo livello dell’ormai celebre ILM (‘Star Wars: Il Risveglio della Forza‘, ‘Jurassic World‘) che finiscono per risultare sicuramente migliori di altri film di supereroi dell’anno come il successo ‘Captain America: Civil War‘.
Altra nota lieta è l’inclusione di Stephen Amell (‘Arrow’) che dimostra di non sentire alcuna pressione sul grande schermo. La parte la interpeta benissimo, sempre sul pezzo in ogni situazione, mette la giusta carica attoriale e per la prima volta nei panni dell’irrequieto Casey Jones mostra un pizzico di follia in più che non dispiace.

‘Tartarughe Ninja: Fuori dall’Ombra’ è una conferma ed è un peccato non abbia osato molto di più

I limiti, e non è colpa sua, riguardano proprio il confezionamento che gli autori ne hanno fatto del personaggio, poco caratterizzato e non all’altezza della fama della sua controparte cartacea – oltre che la presenza di alcune sequenze action assolutamente ridicole, come la costruzione dei pattini alla Macgyver. In una situazione simile da ‘Due Facce’ ci finisce pure Krang che risulta fedele al personaggio classico, oltre che visivamente anche nella sua follia da supervillain ma è  la sua inclusione nella trame che è proprio pretestuosa.

Tartarughe Ninja

Poco da dire sulla trama – rifacendomi a quello che dicevo prima – che risulta basica, quasi da compitino e non aggiunge nulla di nuovo al precedente ‘Tartarughe Ninja‘: tutto molto lineare, sviluppata sì benino, ma senza colpi di scena, colpi di coda e il climax è sempre il classico alla fine per la sconfitta del cattivo di turno, ma se pensiamo che la sua inclusione è pretestuosa nella trama, c’è qualcosa che evidentemente non ha funzionato a dovere.

Conclusione

Tartarughe Ninja: Fuori dall’Ombra‘ è dunque una bella conferma che aggiunge un pizzico di caratterizzazione in più ai protagonisti ma che a conti fatti, soprattutto a livello di trama poteva giocarsela molto meglio ed è un vero peccato. Visto e considerato anche l’inclusione di un peso massimo come Stephen Amell, che dimostra di saper stare benissimo anche al cinema, e che avrebbe potuto contribuire a sfaccettare ancor meglio la storia che si riduce a un combattimento sui pattini incollati ai piedi. Pretestuosa oltre alcune sequenze action pure l’ingresso in scena di Krang che comunque convince avvicinandosi al personaggio classico. Complimenti inoltre per gli effetti speciali di elevatissima caratura. La visione è consigliata soprattutto a un pubblico più giovane che bada al dinamismo e alla fratellanza, meno alla costruzione del canovaccio di alto livello.