E’ dunque vinta la sfida più grossa per Star Wars: Il Risveglio della Forza, convince optando per un deciso ritorno al passato, tra scelte stilistiche e ambientali di canoni leggendari propri della tradizione classica dei tre Guerre Stellari che hanno aperto il secondo periodo d’oro in quel di Hollywood. La riposta più concreta da restituirvi riguarda le impressioni finali, che indubbiamente sono positive, convincenti, con qualche impennata eccessivamente drammatica – tipica di JJ – ma nel complesso soddisfacente sotto quasi tutti i punti di vista.

Eccezionale no, probabilmente neanche Episodio IV lo era, ma fantastico, sognante, drammatico e sentimentale sì. Ritornano tanti aggettivi ne Il Risveglio della Forza, come se uno studente avesse analizzato in maniera diligente il copioso capitolo Star Wars del passato per poi estrinsecare qualcosa di nuovo. Dobbiamo ammetterlo, J.J. Abrams è stato bravo, è riuscito con assoluta maestrìa ad estrapolare il materiale migliore appartenente ai canoni classici della saga nata tanto tempo fa, fondendola con qualcosa di nuovo – ma non troppo – che funziona bene nonostante alcuni piccoli suoi eccessi distruttivi.

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Molti fattori nel settimo capitolo vengono riazzerati per riprendere in modi non troppo dissimili da un reboot che mette sul tavolo lo storico dualismo fatto di luce per alcuni, di oscurità per altri. Il Lato Oscuro della Forza non è mai stato così potente: il Primo Ordine, la Starkiller, Kylo Ren, Snoke, sono tutti pronti ad abbracciare un glorioso oscuro passato scontrandosi in maniera fatale con le vecchie glorie. La resa dei conti finale è solo rimandata ai prossimi capitoli, ma quello che veramente premeva in questo nuovo episodio, era la sensazione finale: sì possiamo garantirvelo Star Wars è tornato.

Sono tornate le atmosfere, la magia di una galassia lontana, lontana con i propri drammi, misteri oscuri a tratti dolorosi, le questioni di famiglia ancora una volta sorprendenti che qui fin da subito aprono a un intreccio che prende il sopravvento sulla fabula; ma forse in questo caso non ce n’era bisogno: pian, piano tutti i pezzi del puzzle si compongono, i colpi di scena, soprattutto in chiave tragica non lasciano più spazio ai dubbi iniziali. L’ambientazione, la fotografia, la tecnologia barocca, i tagli di scena classici, fanno il resto strizzando definitivamente l’occhio al fan più attento e desideroso di ritrovare tutti gli elementi che aveva visto l’ultima volta nel 1983. Star Wars: Il Risveglio della Forza è esattamente quello che doveva essere: il vero sequel della trilogia classica, impreziosito da una splendida connotazione immaginifica, che mette al posto giusto, personaggi ben congegnati e una storia, un dramma al quale è davvero difficile non affezionarsi.

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Il settimo episodio è un epica caccia all’uomo interplanetaria, dove i nostalgici dell’Impero sono tornati e hanno giurato fedeltà al Primo Ordine sotto nuova spietata regia decisa nel portare a termine quanto cominciato dai Sith anni prima. Si contrappongono a loro vecchi e nuovi Ribelli riunitisi sotto la guida del Generale Leia Organa, veterana del conflitto, decisa a contrastare lo spettro di una nuova minaccia. Chi riuscirà a stanare l’ultimo baluardo del potere della Forza, l’oscuro e malvagio Kylo Ren o gli eroi caduti su Jakku come Finn, o Rey pronta ad abbracciare il suo destino?

Sicuramente di straordinario impatto la prima ora, che scorre come l’olio e ci permette di ammirare come il Risveglio della Forza vada a passo svelto e ci riconduca agli angoli più reconditi della galassia. J.J. Abrams ci mostra uno spettacolo puro, una giostra capace di camminare sulle proprie gambe con grazia invidiabile, coniugando effetti moderatamente speciali a soluzioni antiche, insieme alla bravura degli sceneggiatori e al cuore del direttore che oltre a far divertire, riesce davvero a stupirci. Forse non ce lo aspettavamo e sicuramente non potevamo chiedere di meglio. Il settimo episodio comincia poi ad abbracciare in maniera più larga gli eventi introducendo tantissima carne al fuoco che al pubblico di vecchia data certamente non dispiacerà mantenendo la propria coerenza e una valanga di dettagli e oggetti di scena visti nella trilogia originale.

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La magia della segretezza tenuta in questi mesi ha lavorato bene per aumentare a dismisura il piacere di essere sorpresi da incredibili colpi di scena, facendo salire finalmente in cattedra l’eroe che non è più l’uomo di un tempo che doveva trovare la sua strada, ma una donna portatrice di verità, che in fin dei conti non modifica la struttura fedele all’Episodio IV e V.

RASSEGNA PANORAMICA
Star Wars: Il Risveglio della Forza
9.0
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