Si torna ancora una volta nella degradata Hell’s Kitchen, si torna nuovamente alle atmosfere tenebrose del Daredevil interpretato da un magistrale Charlie Cox. L’attore sembra ormai impregnato dal personaggio che per certi versi rappresenta la sua seconda pelle: così intimo, così vero e puro ma evidentemente lontano dalle persone rispetto alla prima stagione.

[Attenzione seguono Spoiler sulla trama d’ora in poi] La seconda iterazione mette in luce quanto di buono visto nella prima e ha certamente il merito di evolverla anche se non pienamente, svariati punti interrogativi infatti permangono e anzi accentuano l’incompiutezza che si rivela allo spettatore rispetto alla prima stagione. Qui siamo difronte a un prodotto che per certi versi tiene ugualmente alto il livello di sorpresa ma lascia un amaro in bocca difficile da dimenticare.

LA SECONDA STAGIONE DI DAREDEVIL ALZA LA POSTA IN GIOCO RIUSCENDO A MANTENERE QUANTO DI BUONO VISTO NELLA PRIMA MA..

Non fraintendete, Daredevil, la Serie TV, la sua atmosfera, i suo lunghi monologhi e i suoi intrighi rimangono, e sono ciò che l’hanno resa anche in passato un must have da non farsi scappare. Ma ho avvertito una voglia di strafare e questo potrebbe costar caro a un prodotto che l’anno scorso abbiamo ammirato a più riprese.

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L’infarcitura si avverte anche nell’inclusione di davvero tanta, troppa carne al fuoco: paradossalmente l’arrivo di Frank Castle ed Elektra nonostante siano rappresentati magnificamente nello show merito degli attori, fatica soprattutto per il primo ad aver un senso di piena organicità col filone principale della trama nonostante la difesa di Nelson e Murdock che a questo punto definirei una forzatura.In certi frangenti è evidente il cambio di showrunner, dove Steven S. DeKnight è stato sostituito al timone da Doug Petrie e Marco Ramirez.

Sembra inizialmente che l’attenzione sia tutta sul carismatico, letale, devastante e per certi versi terrificante The Punisher di Jon Bernathal, bravissimo nel ruolo, e senza ombra di dubbio la versione definitiva per i fan del personaggio, ma per certi versi tenuto a freno da una caratterizzazione che poteva essere sviluppata meglio e una presenza che doveva essere dosata, a mio modo di vedere in minor misura sullo schermo – tempo che si sarebbe potuto dedicare sicuramente a conoscere ancor meglio il Diavolo di Hell’s Kitchen, infondo la Serie TV è sempre la sua.Comunque rimane ottima la caratterizzazione dei 3 personaggi principali col loro rapporto che finalmente viene approfondito in maniera coerente soprattutto se stiamo parlando di crescita e sviluppo rispetto alla storia d’origini della prima stagione.

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Anche quest’anno un plauso va alle coreografie e i combattimenti: la scena fantastica coi Rikers rimane ancora bene impressa.

Torna ancora una volta poi la gravitas dell’impianto rappresentata da Stick, l’ormai noto mentore di Matt Murdock interpretato dal bravissimo Scott Glenn. Fisk lo inserisco per forza di cosa qui, avvalorando brevemente un po’ tutte le tesi che sentono cioè la mancanza di Vincent D’Onofrio, il suo carisma, il suo tormento, il suo essere spietato lo possiamo assaggiare solo brevemente ma sciorinato in maniera perfetta, primo col Punitore nelle celle e poi col povero avvocato che presumibilmente in futuro dovrà guardarsi le spalle.

In questo senso Elektra (Elodie Young) s’incastra bene negli accadimenti ma mette alla luce un antica setta che proprio col realismo di Daredevil fatica ad avvicinarsi e di conseguenza il solo Cox è costretto a vedersela non solo coi suoi demoni interiori ma anche con un infarcitura irrealistica davvero opprimente che non riesce a farci godere pienamente il prodotto.

Elektra

Probabilmente è l’Elektra che tutti ci aspettavamo, una bellezza che ammalia al pari delle sue lame fatali, che impareremo a conoscere con flashback, ottimamente dosati e ben inseriti sul livello narrativo principale. La sua morte e il suo cadavere posto nell’antico sarcofago non riescono ad infondere quel senso di antico ed epico ma più che altro la sensazione di un fuori luogo stilistico rispetto al livello dello show che eravamo abituati a conoscere e alla misura delle aspettative che avevamo.

Anche la resa dei conti finali non sembra inserita in maniera naturale e organica, anzi sono presenti dei tagli che se da un lato avrebbero potuto allungare il brodo dell’altro però ce l’avrebbe fatto digerire meglio.

Conclusione

In definitiva, bravissimi Jon Bernthal ed Elodie Young nei loro rispettivi ruoli e magistrale come sempre Charlie Cox. Rimangono i toni dark della Serie TV che punta meno sul realismo e mette in gioco elementi che forse stonano con esso. Oltre a questo si avverte un senso d’incompiutezza che nonostante la rivelazione finale a Karen non riesce a saziarci del tutto. Osare spesso non fa rima con qualità?