Partire con i dati per una pellicola come ‘Logan‘ che finirà probabilmente negli annali del genere dei cinecomics e quello dei supereroi è certamente cosa doverosa. Il film altro non è che il frutto sapiente partorito dalla mente diabolica o berseker, fate un po’ voi, del regista James Mangold che è stato architetto dietro tutte le fasi del progetto: storia, sceneggiatura e infine direzione ovviamente.

Parto da questo aspetto per farvi capire come Hugh Jackman non potesse assolutamente rinunciare al suo ultimo film nei panni di Wolverine dato che a conti fatti presenta un aspetto assolutamente eterogeneo rispetto le altre pellicole del mondo X-Men / Marvel e l’altra sponda parente con Disney e i Marvel Studios. ‘Logan‘ infatti è un prodotto unico, non sui generis se lo si guarda con un occhio critico al fumetto, ma certamente dirompente nel mondo cinematografico come non se ne vedevano dai tempi de ‘Il Cavaliere Oscuro’, nonostante quest’ultimo per l’intreccio resti sempre una spanna sopra.

Logan

Partiamo dunque in questa analisi proprio dalla trama che presenta un canovaccio molto semplice con una storia abbastanza lineare, sulla falsa riga insomma del nuovo corso cinecomics di casa 20th Century Fox partita col Deadpool di Ryan Reynolds. Ma in cosa si differenzia da quest’ultimo il film di Wolverine e come riesce nel suo obiettivo finale? Tutto sta proprio nell’incredibile stupore di aver reso un brevissimo arco narrativo qualcosa di squisitamente unico nelle sua inesorabile tragedia. Logan non fa altro che strapparci dal tepore delle coperte e buttarci in un mare copioso e tetro di lacrime fatto di scroscianti applausi finali.

Logan mette in mostra il suo feroce addio con l’inesorabile tragedia che strappa una valanga di applausi finali

Inoltre il tono grave del film gioca un ruolo determinante che si fa forza di alcuni momenti esaltanti di fotografia e la quasi totale assenza di musiche che fa risuonare ancor di più il grido di dolore del trio. Hugh Jackman, Patrick Stewart e Dafne Keen, ognuno per i motivi unici dei loro personaggi, sciorinano una performance magistrale dove il concetto di famiglia, amore, sopportazione, a volte di un paradiso forse inesistente innalzano il dramma ai livelli della tragedia del passato. Inoltre in tutto questo è palpabile la sensazione, ovviamente ricercata e ottenuta dal regista, di mostrare i mutanti immersi in uno scenario di vita assolutamente normale, di tutti giorni, che avvicinano ancor di più lo spettatore ai personaggi e ovviamente al protagonista in questa sua ultima avventura – nonostante la collocazione del 2029.

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Dall’altra parte troviamo Boyd Holbrook e Richard E. Grant nei panni dei villain, rispettivamente Donald Pierce e il Dr. Zander Rice che fanno il loro dovere grazie alle motivazioni ben definite in sede di scrittura. I due danno filo da torcere ai mutanti per tutto il viaggio e proprio la loro presenza scatena dei momenti di azione forsennati con alcuni passaggi sorprendenti, sia per il dinamismo di Wolverine e di Laura, sia per come sono state pensate alcune delle sequenze più violente e spiazzanti di sempre – in alcuni frangenti la presenza dello slow motion poi è assolutamente appagante.

Sempre in termini di realismo un plauso finale va all’uso col contagocce degli effetti visivi che oggi sono la base per grandi produzioni cinematografiche, cosa che invece Logan decide esplicitamente di non fare. Vuoi per il budget poco sopra i 100 milioni, vuoi per la storia che non necessità per forza di espedienti visivi computerizzati il film con Hugh Jackman riesce ad isolarsi nel suo mondo, fatto di verità e dolore, assolutamente necessario e degni per un’epica conclusione. Tutto il film infatti è un climax continuo che trascina in un turbinio di passioni che ci prendono per mano e ci conducono con estrema forza al finale di una pellicola che segnerà la storia dei film di questo genere.

Logan

Insomma funziona praticamente tutto ed è davvero difficile trovare una nota negativa alla creatura di James Mangold che rende per l’ultima volta omaggio a Hugh Jackman che lascia il suo Wolverine dopo 17 lunghi anni di onorata carriera. Confermato che ci sarà una scena dopo i titoli di coda ma quella la scopriremo solo il prossimo 1 marzo.

RASSEGNA PANORAMICA
Logan - The Wolverine
9.2
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