Lunedì sera su FOX è stata trasmessa ‘Legion‘ l’attesa prima Serie TV sugli X-Men in collaborazione tra Marvel e Fox. Il protagonista è David Haller interpretato da un bravissimo Dan Stevens che ritroveremo in ‘La Bella e la Bestia‘ a breve nei cinema. Il personaggio che altri non è che il figlio mutante del Professor X è un X-Men potentissimo, forse tra i più potenti al mondo con abilità scatenate dalle sue particolareggiate personalità.

In una sola definizione il pilot di Legion possiamo definirlo folle e psichedelico con punte sarcastiche e spaventose allo stesso tempo. La paura è proprio da ricercare nei tormenti interni di David che per forza di cose esploderanno fuori con tutta la loro rabbia.

Legion riporta il concetto di psichedelico e lo impasta con un animo folle

L’inconsapevolezza della sua natura, la perdita e il ricordo di un amore, l’atroce dubbio di aver commesso forse un atto terribile condurranno Haller sulla stessa strada di forze più grandi che lo vorrebbero controllare prima, sopprimere poi.

Il plot studiato da Noah Hawley è assolutamente geniale, con twist inaspettati e folli che rendono l’atmosfera tesa come una corda di violino conducendo lo spettatore in un turbinio di sensazioni che non vorrebbe finissero mai. La scrittura del primo episodio è praticamente perfetta tranne per il finale, non tanto perché si potrebbe pensare sia abbozzato ma quanto per la fuga di David dal posto che ha reso l’impianto incredibilmente folle e “psichedelico”.

Legion

Quindi dopo Doctor Strange sentiamo per la seconda volta questo termine con Marvel ormai bravissima a giocare sul rapporto tra universalità e psiche, dove a volte la mente è grande quanto un universo e grande, in questo caso, quanto tutte le personalità di David. Quest’ultimo con gli anni è diventato una “bestia” intrappolata nelle sue cento stanze che hanno un unico corridoio che fanno rima col capire chi sia veramente e di cosa sia capace. Proprio questo è uno dei motivi del plauso alla sceneggiatura perché è spiegato perfettamente il suo passaggio da uno stato di assenza ad uno stato di consapevolezza di chi sia in realtà e di cosa può fare. L’assenza si ripercuote anche nel suono e la fotografia spoglia proprio a dimostrare la vuotezza del primo David che poi si riempie di colori una volta tornato in libertà.

Non solo Dan Stevens ma in generale un po’ tutti gli altri personaggi sono vincenti, come Rachel Keller che svolge un ruolo determinante nel ritorno alla comprensione e al “mondo normale” per David; infatti prima è costretto ad assistere a un se stesso che non è più lui, scatenando una overdose di sensazioni nel telespettatore che nonostante creda di sentirsi anche lui svuotato e incomprensibilmente depredato dalle sue convinzioni viene coccolato nella scoperta finale della vera essenza di David.

Di villain veri e propri non ce ne sono, abbiamo appena imparato a scoprire questo nuovo mondo e nel corso delle puntate capiremo certamente di più. Come dicevo all’inizio dopo la prima prova magistrale c’è da chiedersi, cosa succederà d’ora in poi? Se infatti Legion basa la sua essenza sull’aiuto della struttura dove David è confinato cosa succederà adesso? Bisognerà stravolgere tutto? Intanto il primo episodio è assolutamente premiare.