Dopo la recensione del secondo episodio di Guardians of the Galaxy: A Telltale Series concludiamo con l’analisi del terzo intitolato “More than a Feeling”, in attesa degli ultimi due che usciranno nei prossimi mesi. Entrando nel Tempio Emnios, Peter riceve un ulteriore visione della sua infanzia così come Gamora che rivive un tradimento.

Tutto ciò serve da espediente, forse troppo prolisso per presentarci un altro personaggio della Marvel vicino ai Guardiani, ovvero Mantis – guardiana dell’Eternity Forge e colei la quale conferma a Star-Lord le sue incredibili origini. Questo terzo episodio dunque va avanti nella storia (ma sbaglia in molte cose) a dispetto della seconda puntata con Quill che dovrà decidere cosa fare dell’oggetto del desiderio del malvagio Thanos che qui ritorna sotto una diversa forma – anche se ovviamente sarà Hala a dare battaglia ai guardiani.

Guardians of the galaxy

L’episodio però nonostante vada avanti con la trama, si concentra a risolvere soprattutto la querelle tra Gamora e Nebula mostrandoci sia da una parte che dall’altra come siano andati i fatti per arrivare a una conclusione lenta. Lenta perchè passa prima dall’analisi di tutti i personaggi diventando un pretesto solo ad allungare il brodo, cosa davvero strana nel panorama di Telltale Games che di solito è maestra nella narrazione utile alla prosecuzione della storia. Si nota infatti una sensazione di furbizia, come se la produzione per una storia breve avesse deciso di intervallarla con punti morti che non aiutano a rendere l’episodio appagante, anzi in alcuni momenti sarebbe meglio spegnere tutto e fare altro..

La dimostrazione di questo sta nella discussione tra star Lord e Groot dove alla fine il protagonista capo della banda galattica dice proprio all’albero parlante “che conversazione stimolante“. D’altro lato a salvare la situazione ci pensa invece l’azione finale carica di adrenalina, che in un ecosistema più ristretto rispetto a quello spaziale visto nel secondo episodio riesce a rendere un po’ più credibile l’impatto dinamico tra i Guardiani e il nemico, Hela, come lo era stato nel primo episodio con Thanos.

Guardians of the Galaxy

A proposito di Thanos, nonostante l’abbiamo già perso nel primo episodio, sembra sempre lui il personaggio migliore: infatti in due lunghi flashback presenti che riguardano sia Gamora che Nebula scopriamo un Thanos che tesse le fila di un piano ardito che addirittura vede la sua squadra con un elemento di famiglia in meno, mostrandocelo profondamente diabolico anche se lucido per raggiungere il suo piano. Peccato che Telltale, un po’ come è successo nella seconda stagione di Batman non si faccia problemi a tirare fuori i migliori..ma perchè!?

Conclusione

Il terzo episodio “More than a Feeling” di Guardians of the Galaxy: A Telltale Series, purtroppo fa un netto passo indietro, anche se c’è da essere onesti perché in questi primi tre episodi si è avvertito un calo purtroppo costante che non gioverà molto probabilmente per il risultato finale. Seppur in soccorso della banda siano arrivati nuovi personaggi e si siano diradati i dissapori, questi accadimenti prendono davvero troppo tempo che stonano con la capacità di storytelling tipica di Telltale. L’unico personaggio convincente è Thanos, non più presente dal primo episodio e che qui ritorna sotto altro aspetto. Peccato davvero..