La via della redenzione aprirà loro la strada per diventare la nuova falange protettrice della Galassia

Destinati a salvare la Galassia, la strada sarà dura e piena di ostacoli, ma tra valori ritrovati e rinnovati, risate assicurate, il dramma usato in maniere astutissima e l’epicità tipica di una Galassia lontana, lontana, i Guardiani sono la cosa più bella dei Marvel Studios.

In molti pensavano che i Marvel Studios con Guardiani della Galassia stessero per commettere un rischioso passo più lungo della gamba: un era cosmica mai esplorata dall’uomo, se non dalla mente e poi dalle opere di George Lucas. Ma se di rischio si trattava, c’è poco da dire, la scommessa è stata vinta a mani basse e un applauso va certamente all’incredibile vena artistica e immaginifica di James Gunn che ci mostra l’opera più audace, sfacciata dinamica e ridanciana mai realizzata da Marvel.

Un terrestre, portato via da bambino dal suo pianeta natale si ritrova vent’anni dopo in una realtà cosmica. Come in un sogno lo spettatore viene catapultato in una atmosfera degna da Star Wars: avvolgente, irripetibile e sconfinata ma allo stesso tempo utile per farci conoscere  niente meno che il leggendario ma ancora sconosciuto Star Lord. Un fuorilegge interplanetario,  o forse potremmo chiamarlo semplicemente un ladruncolo su commissione pronto a mettere le mani su uno degli oggetti più importanti dell’universo Marvel, nonostante non ne sia a conoscenza. L’impatto soprattutto con questo personaggio non presenta nessun cedimento strutturale nella sua caratterizzazione ma anzi fin dall’inizio lo spettatore riesce ad instaurare una grossa empatia che per forza di cose crescerà di pari passo insieme al ritmo incalzante della pellicola.

Era difficile aspettarsi un Chris Pratt così Peter Quill e così immerso in tutto questo universo che sinceramente, ti rapisce! E il fatto che la pellicola, come ho detto sopra, possa definirsi audace riguarda soprattutto l’abilità di Gunn nel rivoltare la drammaticità degli eventi del giovane tutto a favore di quest’ultimo: chi non si è divertito in sala con tutte le canzoni anni 70-80 della cassetta che Peter custodiva gelosamente fin dai momenti più bui; e chi non ha apprezzato il vedersi compiere quel suo percorso di maturità intuibile in maniera palese nella mano data a chi da spietato Killer adesso ha solo voglia di ballare.

Infatti insieme a lui entreranno a far parte dell’avventura,  Gamora (Zoe Saldana) la spietata assassina,  l’albero Groot (Vin Diesel) e il procione (Bradley Cooper) Rocket, questi due uniti dalla ‘passione’ del furto; piú un pazzo ormai solo in cerca di vendetta, Drax detto il Distruttore (Dave Bautista). Insomma, alla fine ecco un gruppo di veri e propri derelitti intergalattici che messi insieme dalle sfortunate circostanze cercano, seppur a modo loro, la via della redenzione che aprirà loro la strada per diventare la nuova falange dei protettori della Galassia. Il loro sarà un viaggio non solo epico ma profondamente interiore, che ci mostra ancor di più l’idea di quanto non solo il protagonista ma anche gli altri 4 siano stati ben caratterizzati e non buttati a casaccio sul grande schermo. A sorpresa Dave Bautista, che a mala pena avevamo intravisto nei trailer, ha alcune delle battute più divertenti del film. Non sono mai banali ma dette al momento giusto, con arguzia e  un tono quasi disarmante che aumenta a dismisura il tono ironico – sarcastico lo lasciamo a Rocket.

Un altro esempio. Come non innamorarsi del procione super intelligente modificato geneticamente che vedrà come per Peter un’importante cammino di maturità? L’egoismo qui farà spazio al cuore tenero e al forte sentimento di fratellanza – nonché di risate assicurate – non solo per i nuovi amici ma soprattutto per un albero che ripianta gelosamente, nonostante le uniche parole pronunciate – Vin Diesel avrà lavorato parecchio – siano “Io sono Groot.” anche in queste piccole cose James Gunn sembra proprio averci visto giusto.

Forse un po’ meno nel cattivo di sorta,  Ronan l’Accusatore (Lee Pace), coadiuvato dalla spietata nonché robotica sorella di Gamora, Nebula, che nonostante facciano paura e minaccino di far fuori miliardi di persone non riescono ad imprimere allo spettatore lo stesso ricordo vivido che invece hanno dei personaggi principali. L’impressione però, a dire il vero personale, era quella che fosse una cosa voluta concentrarsi soprattutto nel processo di crescita di quei cinque diseredati che dovranno poi diventare I Guardiani della Galassia e fare da perno centrale per il futuro dell’universo Cinematico della Marvel.

Guardiani della Galassia, piace e convince. La stravaganza di James Gunn è qui strumento sensazionale per la creazione di un prodotto unico e molto particolareggiato che riesce alla perfezione, consegnandoci un pezzo d’arte che riporta alla memoria lo Star Lord fumetto, figlio degli anni ’80. La crescita e la maturazione sono ben interpretati, i personaggi ottimamente caratterizzati, meno i villain di turno. La sensazione è quella di una nuova versione ricordante l’immensità di Star Wars pur mantenendo un ecosistema sensazionale tutto suo.
VOTO GLOBALE 8.2

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