La quarta puntata “Strike Force” della seconda stagione di Gotham parte col botto presentandoci un formidabile Michael Chiklis nei panni del carismatico e idealista capitano Nathaniel Barns, pronto fin da subito a rivoltare immediatamente il commissariato di Gotham City per dare un segnale alla città, ancora vittima del terrore Jerome di cui ahinoi sentiamo ancora la mancanza.

Non ci vuole molto perché il navigato e pluridecorato eroe delle Forze Speciali si trasformi nella gravitas dell’episodio e conduca le anime vuote del posto di polizia ad uscire dalla dipartita della Essen portandoli al pronto riscatto. Dal licenziamento delle mele marce passa subito alla ricerca di nuove reclute per buttarle nella mischia e quantomeno provare a far tornare il sereno nella città che non dorme mai.

Pinguino

Ma per una Gotham che si rispetti ci vuole anche un Pinguino all’altezza. Messo ai margini nella puntata precedente, Cobblepot (Robin Lord Taylor) ritorna con tutta la sua crudeltà nonostante non sia lui il burattinaio della stagione -almeno, così pare. La parentesi sul giovane nemico di Batman e Re della città deve per forza di cose essere ristretto dato che l’intreccio della puntata si concentra sempre sull’enigmatico Theo Galvan (James Frain), che continua con zelante malvagità a tessere le fila del suo terribile piano.

Non bisogna infatti vedere il rapimento della madre di Pinguino come un motivazione insufficiente per scatenare il caos in città. Theo infatti sembra conoscere ogni punto debole del suo avversario, costringendolo a fare tutti i passi falsi possibili, come l’uccisione del candidato sindaco in prima persona. E’ addirittura pronto a mandare all’aria la sua vicinanza con Gordon, che adesso comincia a temere e non poco.

Esso però non comprende solo la madre del Pinguino, ma anche il giovanissimo Bruce Wayne (David Mazouz) in cui Bruno Heller riduce sapientemente la sua presenza mostrandoci solo i momenti topici: dagli allenamenti del fido maggiordomo Alfred, all’avvertimento di quest’ultimo a Selina Kyle (Camren Bicondova).

gotham-alfred

Tutti sappiamo comunque che presto o tardi i due saranno destinati ad incontrarsi ancora una volta, chissà, forse per sempre. Piccola parentesi, ma la nipote di Theo, a patto che sia veramente nipote, che ruolo avrà in tutto questo? Vedremo la vita scolastica di Bruce!? Sarebbe interessante conoscendo il personaggio schivo e taciturno dipinto da Heller.

Piccola parentesi finale non poteva che riguardare Edward Nygma (Cory Michael Smith) che prende a poco, a poco sempre più spazio in questa stagione, evidentemente insieme alla sua doppia personalità che lo ha portato in un modo o nell’altro a raggiungere il suo scopo: un appuntamento con la signorina Kringle. A parte questo punto, forse fondamentale nella “crescita” di un altro nemico del Cavaliere Oscuro, sarà interessante capire quando scatterà la scintilla nel personaggio interpretato sempre in maniera ottimale dal buon Cory.

Conclusione

Se la terza puntata di Gotham concludeva in un certo senso il filone della prima stagione, mostrando i muscoli di quella che sarebbe potuta essere questa seconda, il quarto episodio apre definitivamente un percorso più sicuro, maturo e forte, testimoniato dall’ingresso di Chiklis.