Christopher Nolan svela perché i villain hanno definito la trilogia meglio del Batman di Christian Bale

Christopher Nolan si è lasciato ormai alle spalle Gotham City. Ma durante una recente intervista in occasione del Festival di Cannes, il regista ha offerto una visione unica della sua trilogia de Il Cavaliere Oscuro.

Per me, ogni film è un genere diverso“, ha detto Nolan, a proposito dei film interpretati da Christian Bale nei panni di Batman. “Tendono ad essere definiti dal cattivo“.

Ciò che è iniziato con una storia di origini in Batman Begins nel 2005 si è evoluta nella celebre trilogia, proseguita poi con il secondo capitolo Il Cavaliere Oscuro nel 2008 e terminando con Il Cavaliere Oscuro: Il Ritorno nel 2012. Sebbene Christopher Nolan non sia più attivamente nel business dei supereroi, tranne i credit da produttore esecutivo nelle pellicole di DC Film, c’è ancora molto da dire sull’impatto che i suoi film hanno lasciato.

Il villain (Henri Ducard di Liam Neeson) era un avversario appropriato per quel film (Batman Begins ndt). È un mentore diventato nemico. Il Cavaliero Oscuro invece l’ho sempre inquadrato come drama criminale sullo stampo dei film di Michael Mann. Il Joker era un terrorista, uno scatenato agente del caos.” E per quanto riguarda Il Cavaliere Oscuro: Il Ritorno, Nolan ha visto la conclusione della trilogia come “un’epopea storica. Bane come nemico militarista l’ha aiutato.

Si può sostenere che abbia contribuito a plasmare il modo in cui registi e il pubblico si sono avvicinati al genere dei supereroi. È probabilmente grazie a lui che il genere dei film di supereroi continua ad evolversi, non solo in termini di narrativa ma anche di box-office.

Infatti Avengers: Infinity War ha incassato ulteriori 60 milioni durante questo week-end portandosi a 546 milioni di dollari. Con questo nuovo totale parziale, il Kolossal Marvel si piazza all’ottavo posto nei film di tutti i tempi superando Il Cavaliere Oscuro che si fermò a 534,8 milioni in Nord America. Il film di Christopher Nolan ha raggiunto il traguardo però senza l’ausilio del 3D, formato a cui il regista si è sempre opposto.

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