Assassin’s Creed Origins è un mondo vibrante di ambientazione legato a una forte trama intrecciata con la storia intrisa nel nuovo sistema di gioco e un mondo assolutamente aperto che fanno del titolo il gradino più alto nel mondo degli Assassini lasciandosi però dietro una valanga di problemi non indifferenti.

Mondo aperto sì (senza più la necessità della sincronizzazione che ugualmente rimane) ma la partita è semplice quando l’ambientazione è proprio lo splendido Antico Egitto: colpo d’occhio incredibile, piramidi, statue, dune, ma level design assolutamente scarno vuoi proprio per la sua natura intrinseca che rivoluziona per forza di cose anche il concetto stesso di Parkour e lo applica in modo ovviamente ristretto.

Inoltre a differenza del tanto criticato Unity la quantità di personaggi e in generale di vita sulla schermo – nonostante la versione provata sia una PlayStation 4 Pro – non è soddisfacente rispetto al passato, così come bug e glitch che purtroppo sono tremendamente presenti anche su questo titolo nonostante sia stata aggiunta e scaricata una corposa patch, insieme a tutte le promesse fatte in questi anni.
Assassin's Creed Origins

Oltre queste evidenti macchie, come detto sopra Assassin’s Creed Origins resta positivamente un mondo vibrante nell’ambientazione ma soprattutto nella sua storia. Infatti questa volta rispetto ai precedenti capitoli, Ubisoft fa uno sforzo evidente portandoci in dote un intreccio nientemale che vedrà Bayek e la sua amata Aya inserirsi in un contesto storico / politico avvincente. Il protagonista è proprio lui, Bayek di Siwa, un Medjay, sorta di antico poliziotto / sceriffo che aiuta la popolazione in difficoltà – compito che rientra nelle quest secondarie piatte – disprezza Tolemeo e tutti i suoi burattinai. Ha ragioni personali per il suo odio, e in questo si ritrova un leit motive ahinoi ormai abbastanza ripetitivo, per una missione di vendetta che lo condurrà attraverso il più importante oltre che intrigante conflitto politico.

Assassin Creed Origins punta una posta altissima ma crolla sotto fondamenta vecchie e nuove

C’è un importante menzione da fare anche per la sposa di Bayek, Aya, che ha una parte molto importante in questa trama e la storia politica che vedrà il coinvolgimento di figure illustri del passato oltre ad essere una guerriera feroce come il marito. In alcuni momenti sarà pure giocabile anche se manca di alcune abilità che Bayek invece possiede nonostante sia un intrigante aggiunta dando una fresca alternativa al tutto.

In generale i due hanno una chimica poderosa, amanti e allo stesso tempo coppia di amici che si aiuta vicendevolmente, nobili d’animo e con una spiccata moralità, nonostante qualche assassinio di troppo sulle spalle: Bayek è gentile, devoto e sicuro di sè, Aya è intelligente oltre che inserita in maniera profonda nel conflitto politico. Entrambi quindi sono eccellenti diventando forse tra i migliori protagonisti di questo genere.

Assassin's Creed

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato purtroppo non cambia. Sì perché dopo più di 30 ore di gioco che sono servite per provare in maniera approfondita anche il combat system la risposta purtroppo è che non ci siamo, lento impacciato e che prende ispirazione dai binari di “For Honor” e un pizzico importante dall’inconsistenza (almeno nel combattimento) del capolavoro “The Witcher”: insomma un miscuglio che lo fa diventare un pasticcio.

Se il combat system dei precedenti era da bocciare questo risulta solo mediocre, partendo dalla schivata davvero primordiale, così come l’aggancio che porta sempre a costringerti a fare un passaggio in più, ma in generale tutto il titolo vive di questo peccato originale, cose semplici che hanno bisogno di un secondo passaggio per arrivarci – già lampante nel menù di gioco, che per spostarsi da una voce all’altra ha bisogno di un pallino anni ’90 che deve essere mosso con gli analogici per selezionare la voce desiderata.

Ugualmente sono presenti delle novità intriganti ad alcune formule già prestabilite come le missioni d’infiltrazione: infatti come in “Metal Gear Solid V: The Phantom Pain” è stato aggiunto un ciclo giorno / notte dinamico soprattutto per i nemici che cambiano la loro collocazione finendo in un dato momento per riposare allegramente. O come altri titoli sicuramente concorrenti è possibile liberare animali selvatici dalle gabbie per aiutare il protagonista e spianarsi la strada, o è possibile utilizzare il fuoco.

Assassin's creed

Anche qui inoltre ci sono dei veri e propri momenti da GDR con armatura, abilità e livello che salgono se ovviamente seguirete la struttura del gioco di ruolo: infatti potrebbe essere difficile affrontare dei nemici che sono molto più forti di voi, quindi in questo caso rientra il discorso delle missioni secondarie per migliorare il nostro Bayek, anche se tutto ciò potrebbe minare la voglia di andare avanti. Ripetitivo il fatto della caccia agli animali per rifarsi l’attrezzatura peccato però che la pelle degli animali non faccia né l’acciaio. L’aquila? La trovo davvero poco realistica e un’aggiunta poco gradita per il suo utilizzo, anche in questo caso, lento, impacciato e macchinoso. Chiudo coi trofei che sono 51 e la maggior parte sembrano abbastanza semplici da prendere.

Conclusione

Insomma Assassin’Creed Origins è davvero il punto più alto della saga portando però Ubisoft a non abbandonare del tutto gli strascichi negativi del passato; la software house cerca disperatamente di innovare anche se riesce solo in parte non convincendo proprio nei punti più attesi – tranne per la trama buona e qualche piccola aggiunta come la dinamicità degli interpreti a secondi del ciclo giorno / notte. Su Xbox One X pare sia migliore ma vedere su PS4 Pro tutto questo downgrade palese non fa certamente dormire sonni tranquilli. La speranza è che “Origins” apra l’era del rinnovo per il franchise di Assassin’s Creed che ha ancora bisogno di qualcosa di importante da rivedere.