La terza parte dell’epico evento crossover continua con ‘Arrow‘ che stravolge le carte in tavola conducendoci nella strada della nostalgia perfetta per l’episodio numero 100 dell’arciere DC meno per la battaglia aliena: perso il motore primo e riagganciato solo alla fine, viene centrato e bene il secondo, ovvero quello delle emozioni.

Arrow porta il crossover sul livello nostalgico perdendo il motore primo dell’obiettivo ma centrando il secondo, quello delle emozioni

Pronti via l’episodio ci conduce in un mondo sognante dove l’unica via d’uscita possibile è il risveglio, però si sa le cose belle vuoi che durino a lungo e in questo i produttori sono stati bravi a darci un punto di vista diverso. Ovviamente parlo di un impostazione basata sulla ricerca e il bisogno di suscitare emozioni nello spettatore di vecchia data. Inutile dire che i vecchi ritorni e i terrificanti vecchi nemici scandiscono la puntata per la maggior parte del tempo e rimangono impressi con la speranza che non finiscano, insomma sì che ci sia un lieto fine, magari un matrimonio e un ricongiungimento con la propria famiglia. A dirla tutta non dispiace la puntata e riesce nell’intento di farci entrare nel vortice della nostalgia e del bisogno di vedere concretizzato il tumulto di ricordi e conseguenti emozioni che colpiscono inevitabilmente lo spettatore di vecchia data.

Arrow

Se però riesce benissimo almeno in questo, l’episodio fallisce l’obiettivo primo ben più importante che per forza di cose non fa lievitare il voto: infatti l’ottava puntata di Arrow è sì perfetta come centesima ma è altrettanto imperfetta come continuazione naturale del crossover. Perde l’obiettivo della congiunzione che ritorna solo verso la fine con eccessiva velocità oltre che la rende poco convincente; la prova troppo ardita si conclude dunque in un nulla di fatto? Non proprio, come detto l’episodio di Arrow convince per il discorso emozioni e soprattutto per Stephen Amell che riesce a commuoverci col pianto liberatorio da attore vero e gliene rendiamo atto.

Ma non solo, le note positive non finiscono qui. Infatti se osservate bene il primo a soffrire di strane allucinazioni è proprio Oliver, non è un caso questo nel mondo DC. Infatti l’Universo in generale dai fumetti ai videogiochi ci porta l’idea che solo le persone forti, estremamente forti e tenaci come Green Arrow e soprattutto Batman (paragone visibile anche nei due Arkham dove c’era lo zampino di Geoff Johns oggi anche Boss di DC TV e DC Films) riescono a spezzare incantesimi, virus e macchine con la grande forza interiore e la tenacia. Un punto che ha sorpreso perché l’estrinsecazione nell’episodio denota una conoscenza profonda del mondo DC in generale che non poteva passare inosservata. Molto bene!

Arrow

Come dicevo prima però si perde il motore primo che viene ripreso solo alla fine, peccato però che venga ripreso con estrema sufficienza velocizzando i ritmi malamente per rientrare nel classico minutaggio; obiettivamente era difficile per chiunque includere due cose in una puntata sola di 42 minuti, probabilmente ci voleva un film intero o cosa più intelligente si poteva risparmiare sulle emozioni e riportarci nel vivo dello scontro che adesso per forza di cose è rimandato a questa notte con Legends of Tomorrow.

Gli effetti visivi sono discretamente convincenti, forse un pò meno dell’episodio di Flash ma sempre all’altezza di un evento che per di più per un breve lasso di tempo prende piede anche nello spazio più nero di sempre. In questo senso sarebbe stato apprezzato un intervento alleato prima per rendere più organico il risveglio e la fuga. Probabilmente il controllo alieno sarebbe stato troppo anche per Oliver che comunque viene mascherato dalla forza del risveglio e dalla sua voglia di lottare. In questo senso sicuramente la produzione arriva per il rotto della cuffia perché se non avesse riportato Arrow a diventare quella macchina da guerra sicura di sé soprattuto come mentalità sarebbe stato difficile liberarsi dal controllo mentale, soprattutto per la tecnologia aliena possibilmente avanti anni luce la nostra. Forse un segnala che in effetti grazie alla quinta stagione Arrow si sia salvato veramente in calcio d’angolo?

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Conclusione

Dunque l’ottavo episodio della quinta stagione di Arrow nonchè il centesimo, mette troppa carne al fuoco sbagliando forse nella cosa più importante, riesce comunque a riprendersi grazie al fattore emozione e la forte volontà di Oliver di lasciare il passato e ricongiungersi con la sua realtà.

Il crossover continuerà questa sera con Legends of Tomorrow, ecco la featurette: