Il tempo di sorgere per il Re dei Sette Mari è finalmente arrivato nella recensione di Aquaman

Dopo L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder del 2013, Batman v Superman: Dawn of Justice, Suicide Squad, Wonder Woman e Justice League del 2017, Warner Bros e DC Films tornano con Aquaman.

La pellicola di James Wan si può definire la storia delle origini di Arthur Curry, metà umano e metà atlantideo, nato dalla relazione proibita tra la regina del regno di Atlantide, Atlanna, e un umano, il guardiano del faro Thomas Curry. L’impresa di Arthur, conosciuto come Aquaman, sarà quella di unire i due mondi dei genitori, mettendo costantemente alla prova la sua forza e il coraggio delle sue convinzioni, affrontando molteplici sfide per scoprire se sia degno di divenire ciò per cui è nato, ovvero un re.

Il protagonista scopre fin dalla tenera età di possedere diverse abilità sovrumane come il respirare sott’acqua, nuotare a velocità supersonica, comunicare telepaticamente con la vita sottomarina, nonché svariati poteri tra cui una forza straordinaria, sensi potenziati e una pelle impenetrabile. La star che interpreta il personaggio, Jason Momoa, sottolinea l’identità del personaggio, mascherando abilmente le vulnerabilità di Arthur, rappresentando il suo lato duro e sarcastico ed infondendo così un marchio umoristico unico a questo nuovo supereroe della DC.

Al fianco di Arthur c’è la co-protagonista femminile, Mera (Amber Heard), figlia del re Nereus e Principessa del regno acquatico di Xebel. Il personaggio si dimostra una formidabile e fiera eroina, degna alleata di Aquaman nel tentativo di salvare il mondo. Oltre al suo status regale, ha il dono dell’idrocinetica, una straordinaria e potente abilità nel manipolare l’acqua. L’antagonista nella storia è invece il fratellastro minore di Arthur, lo spregiudicato e arrogante Orm, il cui scopo è quello di governare il regno sottomarino e dichiararsi signore degli oceani. Fondamentale nella crescita del giovane Aquaman si rivela poi Nuidis Vulko (Willem Dafoe) uomo di stato fedele al trono, unico collegamento sulla terra con il suo lato atlantideo, è colui che mostra ad Arthur i suoi poteri e le sue potenzialità derivanti dal Dna materno.

Le tematiche affrontate sono diverse. Innanzitutto, giova rilevare una grande attenzione al problema dell’inquinamento della terra e degli oceani, la cui bellezza è violata dal popolo della terra che riversa ogni tipo di rifiuto non mostrando il minimo riguardo per la natura, ma vi sono continui riferimenti, sovente impliciti, anche a valori importanti come la famiglia ma soprattutto il rispetto delle diversità e la parità tra l’uomo e la donna soprattutto con Mera (Amber Heard) e Atlanna (Nicole Kidman).

Altresì, dal punto di vista tecnico si apprezza l’uso di tecnologie nuove e innovative con l’ingresso di ILM già nota per Star Wars e i film Marvel. Gli effetti visivi sono straordinari ed affascinanti. Le scene di azione sono potenti ricalcando lo stile del regista spesso realizzate in luoghi aperti, teatri di intense scene di inseguimento con panorami mozzafiato. Gli ambienti ricreati sono particolarmente suggestivi. La fauna e la flora sono sempre in primo piano e le luci creano un’atmosfera spettacolare grazie alla padronanza nelle diverse velocità di otturazione, angoli di ripresa e lunghezze di esposizione. I costumi sono rifiniti nel dettaglio ed in maniera certosina. Si nota lo sforzo nella realizzazione di una fedele riproduzione di quelli dei fumetti per alcuni momenti naïf, miscelando la loro divertente energia con il pragmatismo.

Infatti la spettacolarità è sicuramente l’intento primario di questa produzione. Denso di scene d’azione, probabilmente in alcuni casi con toni esagerati ed esaltati, il film si apprezza nel complesso e si attesta sopra parecchi altri film di supereroi. È una storia che ricalca dei canovacci già visti aggiungendo ugualmente sprezzanti momenti talvolta naif e spunti di riflessione che si rifanno ai temi di cui sopra.

RASSEGNA PANORAMICA
Aquaman
8.2
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