La Recensione di Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald

Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald si prefigge l’arduo compito di alzare la posta in gioco. Solo due anni fa usciva nelle sale il primo capitolo Animali Fantastici e Dove Trovarli che segnava il ritorno nel magico mondo del Wizarding World di J.K. Rowling.

Se il primo capitolo badava più al sogno e anticipava solamente la minaccia più grande di  Grindelwald (Johnny Depp) è il secondo che cerca di addentrarsi nei meandri oscuri di una possibile guerra tra il mondo magico e i “no-mag“. Fin dal principio sono chiari i toni più dark della pellicola che in alcuni punti risultano eccessivamente prolissi e inconcludenti soprattutto nella prima parte del film.

Solo questo serve da preambolo per giungere a un intreccio che mette di lato Newt Scamander (Eddie Redmayne) e alimenta il fuoco di Silente (Jude Law) e Grindelwald. Infatti è chiaro che J.K. Rowling usa l’espediente del protagonista come sfondo su un conflitto più ampio, tra amore/odio dei due veri protagonisti insieme alla chiave sociale sempre cara alla scrittrice. Il problema sono proprio i due piani narrativi che sbocciano a fatica, minati e non solo da un montaggio insufficiente che nei film del recente passato di Warner Bros., come Batman v Superman: Dawn of Justice o Justice League continua assolutamente a non convincere.

Se il primo capitolo usava gli animali magici come ritorno al sogno, in questo secondo capitolo il tutto viene spezzato dandoci un’idea diversa dello stesso Newt, da sognatore a personaggio dissociato dall’ecosistema in cui sembra costretto a vivere. Nonostante il cambiamento radicale rispetto al passato, Rowling lo rende necessario per inserire la figura di Leta Lestrange (Zoë Kravitz) che appare l’altro lato della medaglia di Newt – ma altro non si può aggiungere per ovvi motivi di trama. Invece quello che doveva essere il vero fulcro, Credence (Ezra Miller), risulta solo una piccola macchia nell’organigramma della pellicola rendendo chiaro che il suo ruolo si farà più importante nei prossimi film. Ugualmente si poteva lavorare meglio sul personaggio anche durante queste secondo capitolo di passaggio.

Non lo si può definire in altro modo se non un capitolo che scorre via come acqua in un fiume per fare da base a ciò avverrà nei prossimi 3 film. Sempre che lo studio dopo la bocciatura della critica e un pubblico diviso non richieda un cambio deciso. Infatti nonostante il montaggio non sia all’altezza è chiaro che la pellicola abbia sofferto parecchio a causa di pecche proprie, da un ritmo troppo altalenante (prolisso, accelerato) a una sceneggiatura costruita su due livelli che cozzavano tra di loro (non troppo chiara) per finire con una fuga dal magico che in un film del Wizarding World non è proprio accettabile.

RASSEGNA PANORAMICA
Sceneggiatura
5,5
Fotografia
7
Recitazione
7
Sonoro
7.8
Montaggio
4
Emozione
7,5
Effetti Visivi
7.8
Articolo precedenteFox spinge Deadpool 2 agli Oscar tra cui Miglior Film
Articolo successivoSuicide Squad: il taglio originale di David Ayer era completo