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Zack Snyder e la sua più grande eredità per il DC Extended Universe

Discusso e criticato per il suo modo di narrare storie e di portarle sul grande schermo, Zack Snyder non ha mai fallito in ciò che sicuramente diverrà la punta di diamante del DCEU e la sua più grande eredità: gli attori, i suoi veri eroi.

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Zack Snyder e la sua più grande eredità per il DC Extended Universe

Il ruolo di Zack Snyder nel DC Extended Universe è alquanto controverso: se da un lato sembra che voglia modellarlo, incanalarlo verso una precisa direzione, dall’altro emerge una visione della trasposizione cinematografica totalmente diversa da quanto gli spettatori si aspettano. A questo proposito, infatti, è risaputa l’esistenza di un divario tra i fan che, in parte, reputano il lavoro del regista come un’evoluzione del cinecomics – soprattutto per la grande capacità di sfruttare una fotografia più cupa che lascia trasparire chiaramente la volontà di concentrare la pellicola su temi più seri e profondi rispetto alla controparte Marvel – e dall’altra considerano invece il suo operato come un “eccesso di iniziativa”, come se la volontà di Snyder di offrire un qualcosa di nuovo fosse sconfinata in un qualcosa che il pubblico difficilmente comprende, forse perché troppo abituato all’etichetta, allo stampo marveliano – che comincia con una semplice ma significativa differenza nella fotografia per poi estendersi alle tematiche più soft e alla leggerezza della trama, complice una componente di un umorismo che non diventa mai fastidioso ma che accompagna lo spettatore in una visione “leggera” e meno concentrata, improntata alla semplice godibilità della pellicola. E se Snyder ha rappresentato questa enorme controversia con le sue realizzazioni, Patty Jenkins ha convinto con una sola pellicola, portando alla ribalta il DCEU, riempendo di cuore, anima e persino redenzione questo universo cinematografico.

Comunque sia, la maggior parte del successo di ‘Wonder Woman’ dovrebbe essere attribuito a Snyder: a parte il contributo nello scrivere la storia che Jenkins ha usato come colonna portante del film – sia in termini di trama che di tono – il regista è colui che ha visto in Gal Gadot la tempra e il futuro di una supereroina. E’ a Snyder che dobbiamo la nostra Diana di Themyscira, apparsa per la prima volta proprio in ‘Batman v Superman: Dawn of Justice‘. La stessa Jenkins ha ammesso che probabilmente non avrebbe scelto Gal Gadot ed ora, a posteriori, ha ammesso che l’attrice, nelle vesti di Wonder Woman, è la versione live-action definitiva del personaggio.
Non importa cosa pensiate del suo stile e della sua capacità di dirigere dei film: il talento di Snyder nello scegliere i personaggi principali e caratteristici del DCEU è risaputo. La sua capacità nello scovare dei talenti era già stata consolidata prima del suo ingresso nel DCEU, con il casting di Gerard Butler e di 300. E sebbene le reazioni per il film di ‘Watchmen‘ siano state contrastanti, Jackie Earle Haley (Rorschach) e Jeffrey Dean Morgan (Comedian) hanno rappresentato una scelta perfetta – in oltre il film si è affrettato a diventare un cult. Sebbene il suo modo di raccontare una storia sia alquanto atipico, bisogna convenire che Snyder abbia praticamente sempre trovato l’attore, o l’attrice giusta per riportare in vita i più grandi supereroi.

L’Uomo d’Acciaio




Con ‘L’Uomo d’Acciaio‘, prima che il DCEU cominciasse a brillare di luce propria, Snyder ha sorpreso tutti reclutando un relativamente ignoto Henry Cavill, vagamente conosciuto per il suo ruolo in Il Conte di Monte Cristo, The Immortals e The Tudors. Cavill ha avuto il suo da fare, soprattutto perché si è trovato nell’arduo compito di interpretare una figura iconica nella storia della DC Comics e non solo: ha dovuto confrontarsi anche con l’eredità del Clark Kent/Superman ideato da Christopher Reeve ed interpretato da Tom Welling. Mentre l’interpretazione del personaggio da parte di Snyder era – ed è rimasta – controversa, Cavill ha cercato di avvicinarsi all’essenza del personaggio, apparendo come un semplice uomo che scopre il suo destino di supereroe. L’interpretazione di Cavill ha avuto la sua massima espressione in ‘Batman v Superman‘, avvicinandosi moltissimo all’immagine che tutti conoscono di Clark Kent, ossia quella del reporter che segretamente coltiva la sua motivazione più profonda: l’essere di inspirazione per le persone nei panni di Superman.

La Meraviglia


E Gal Gadot? Assegnare il ruolo di Wonder Woman a questa attrice è stato un vero colpo di classe: lo scetticismo iniziale è stato spazzato via in ‘Batman v Superman‘ e la conferma universale dell’attrice è arrivata con il film di Patty Jenkins. Gadot, a dispetto del tanto clamore dei fan e della reazione alquanto negativa all’annuncio del casting per il ruolo di Diana, ha lavorato in silenzio, ignorando le critiche e parlando con i fatti. Assegnare il ruolo a Gadot nel momento in cui tutti la conoscevano per il suo ruolo in Fast and Furious, è stato un vero colpo da maestro. Nonostante il suo fisico esile e il suo accento, dopo la visione del film, il pubblico ha decretato che Gadot fosse perfetta per il ruolo, confermando ciò che in realtà Snyder aveva visto fin dall’inizio in lei.

Il Re Burbero

Snyder ha posto anche le basi per il futuro del DCEU con l’Aquaman di Jason Momoa che sembra essere il prossimo personaggio destinato a brillare di luce propria dopo l’arrivo di ‘Justice League‘ nelle sale cinematografiche. Abbiamo visto sui social media la dedizione di Momoa al personaggio e James Wan – regista del film stand alone – ha praticamente espresso gli stessi sentimenti positivi di Snyder, riguardo a come Momoa si sia totalmente e profondamente immerso nel ruolo dell’eroe per il film dedicato ad Arthur Curry. Dal trailer di Justice League, inoltre, emerge chiaramente l’intento di Snyder di voler mescolare le qualità intrinseche di Momoa quali, prestanza fisica e atteggiamento da vero duro nel personaggio di Arthur Curry, ottenendo un burbero e forse poco regale Aquaman che si accosta poco ai fumetti e alla versione animata – componenti queste ultime che velocemente stanno cercando di adeguarsi. E’ un burbero solitario che inizialmente attacca Bruce Wayne per poi unirsi al team di Batman, e che riflette questo suo essere “selvaggio” anche nel lanciarsi dalla Batmobile per attaccare i parademoni di Darkseid. E questo non sembra limitare il suo senso dell’umorismo, conferendo forse un po’ di spazio per avvicinarsi alla versione fumettistica. Aquaman è stato forse uno dei personaggi più complicati per Snyder, ma il casting di Momoa appare davvero perfetto.

Batman

The Batman v Superman

Concludiamo col personaggio che unirà la lega, il personaggio che ha dovuto prima sporcarsi le mani col fango di una vita che non gli ha restituito altro che dolore e sofferenza nonostante la continua lotta al crimine. Sto parlando dell’enorme Batman di Ben Affleck, forse la versione più vicina al fumetto, alla serie animata anni ’90 e soprattutto ai celebri videogiochi di Rocksteady che si sia mai vista sul grande schermo. Questo Cavaliere Oscuro pensato da Snyder è la versione che ormai ha già passato 20 anni di lotta al crimine ed è profondamente disilluso da tutto; è un Batman complicato, complesso che ogni giorno combatte col dolore costante della perdita improvvisa. Ed è proprio la scelta di Ben Affleck, prima disprezzata da tutti, che alla fine diventa uno degli aspetti meglio riusciti della pellicola, riuscendo a farsi apprezzare pure dalla critica. Il physique du rôle, la fermezza nel volto e il dolore nel suo viso esprimono forse la migliore versione di Batman mai vista (con buona pace degli amanti di Christian Bale, che comunque ringrazieremo sempre per la trilogia ne ‘Il Cavaliere Oscuro’). In ‘Justice League’ forse sarà inondato da un barlume di speranza e non vediamo l’ora di vedere Affleck nuovamente all’opera.

Avete notato quanto infondo sia carismatico Cavill? E quanto sia caldo il sorriso di Gadot? E quanto sia tenace Momoa? E quanto di ghiaccio sia l’espressione di Ben? Se avete notato questo (tra l’altro ultimo aspetto che non è poi così difficile da notare), avrete sicuramente realizzato una cosa: Snyder non ha chiesto a questi attori di essere dei supereroi, bensì ha chiesto loro di essere se stessi, tralasciando quindi il costume che avrebbero indossato e già solo questo è davvero bellissimo.

Il nostro giudizio non può essere però completo se consideriamo che mancano alcuni attori all’appello: ad esempio, non abbiamo ancora inquadrato efficacemente Ezra Miller e il suo Flash oppure Ray Fisher e il suo Cyborg. Anche se Snyder è fuori dai piani del DCEU ormai, dal momento che il regista e sua moglie Deborah Snyder sono ancora alle prese con la tragedia familiare, ha chiaramente investito molto nel casting per i suoi eroi. Quindi nonostante le critiche mosse al regista e come questi mostrerà i suoi eroi sul grande schermo, abbiamo la prova che, anche se le scelte in termini di narrazione siano controverse, il direttore sia stato una vera garanzia nello scegliere le icone del DC Extended Universe.

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