Guardiani della galassia Vol. 2

Guardiani della Galassia Vol.2: i 5 momenti top del film [Spoiler]

Vediamo insieme i momenti epici di Guardiani della Galassia Vol.2, spettacolare film diretto da James Gunn, finalmente rilasciato oggi in tutte le sale cinematografiche.

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Guardiani della Galassia Vol.2: i 5 momenti top del film [Spoiler]

E’ veramente difficile stilare una classifica dei momenti più belli di questo film, considerando che, nel suo insieme, è quasi impossibile trovare un momento flop: pertanto, potremmo considerare Guardiani della Galassia Vol.2 come un unico bellissimo film che regala qualche perla di spicco rispetto a tutto il resto, già di per sé “top”. Siete pronti? Cominciamo!

Leggi anche –  La Recensione e la Videorecensione

Attenzione seguono Spoiler sul film attualmente nelle sale



I GUARDIANI CONTRO L’ABILISK

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I primi minuti del film sono veramente sensazionali, non solo perché ci lancia fin da subito nelle dinamiche tra i Guardiani, ma anche perché ci trascina direttamente nell’azione. Il balletto di Baby Groot e le scene di combattimento in sottofondo, annunciano già il tipo di film che sarà e scatena le prime risate. Sono forse questi i minuti migliori del 3D: vedere Drax lanciarsi come un folle nella bocca dell’Abilisk, è di enorme impatto visivo. L’ironia e il gioco di squadra fanno da padrone e pongono le basi per la nostra curiosità nell’andare avanti con il film. Un inizio molto attento e al tempo stesso sconsiderato: e non poteva essere più perfetto di così.

IL SALTO DIMENSIONALE DI YONDU E ROCKET

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Rocket imposta la rotta per Ego e tutto si traduce in una situazione paradossale e incredibilmente comica: è il momento top della comicità contornato da degli effetti speciali bellissimi che distorcono, trasformano, modellano i volti di Yondu e Rocket, creando delle esilaranti caricature. Si ride ancora e ancora, fino al termine dei 700 salti – tra i quali è intercalato il cameo con Stan Lee – fin quando con le lacrime agli occhi non ritorna tutto alla normalità.

LO SCONTRO FINALE TRA PETER ED EGO

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Lo scontro finale è il culmine del film inteso non come una battaglia finale di una qualche guerra, ma come il punto cruciale della trama: il rapporto tra padre e figlio. Quill comincia a ragionare con il cuore e non con la sua mente: riesce a vedere oltre le iniziali intenzioni di Ego, riesce a capire che quello che desiderava – ossia un padre – in realtà era già stato parte di lui e racchiuso nella figura di Yondu. E non solo: sacrifica la sua immortalità per vivere una vita mortale in compagnia della sua vera famiglia, con il ricordo dell’amore smisurato per sua madre. E’ il punto cruciale del film, tralasciando il Pacman gigante che divora Ego che ha sicuramente il suo impatto visivo oltre che simbolico.

GROOT E LA BOMBA

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E’ la massima espressione del personaggio di Baby Groot. E’ il momento in cui si concretizza quanto era stato detto del personaggio. E’ un bambino nell’aspetto, ha il cervello di un adulto, ma l’innocenza dell’infanzia: è la scena più spontanea di Baby Groot e la sua mancata comprensione per la sequenza della bomba è la normalità: non solo i suoi errori, ma anche un esasperato Rocket contribuiscono all’ilarità della scena. “Moriremo tutti”… dalle risate sicuramente!

IL FUNERALE RAVAGERS

Il momento più toccante del film. Consci del dolore di Yondu per essere stato venduto dai genitori, conscio del suo coinvolgimento nella tratta di bambini per conto di Ego, consci del suo esilio e consci di ciò che aveva fatto per Peter, speravamo in un nuovo percorso accanto ai Guardiani, in modo tale da poter assistere al suo riscatto.

Invece Gunn gioca d’anticipo e lo concretizza subito: il sacrificio di Yondu, “l’unica cosa buona che potesse fare”, è il momento più triste e più bello del film, in cui veicola finalmente il messaggio d’amore tra padre e figlio – secondo cui “padre” non è solo un ruolo dovuto ma può essere meritato in base all’amore nei confronti di chi viene cresciuto. Il sacrificio viene considerato come il riscatto dell’infrazione del codice dei Ravagers e viene indetto il funerale tra le stelle, con uno Stakar visibilmente scosso e al tempo stesso orgoglioso, Kraglin esultante e quasi in lacrime ed i Guardiani ad assistere all’incredibile spettacolo di colori e luci che stimolano le ultime confessioni, i “non detti” fondamentali per una nuova crescita, per una nuova e rinnovata famiglia.

 

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