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Recensione – Gotham, 2×01: “Damned If You Do…”


Recensione
Recensione – Gotham, 2×01: “Damned If You Do…”

Se la seconda stagione di Gotham voleva darci un segnale di stacco e rinnovamento dalla prima stagione, l’episodio Premiere “Damned If You Do…” ci riesce alla perfezione mostrandoci che nella città priva della purezza del sole se vuoi farti strada devi scendere a patti pure contro i tuoi principi.

Pinguino è ormai il Re in città, Gordon è finito a dirigere il traffico e Bullock a fare il barista e infine col coltello dalla parte del manico il commissario Loeb. Con l’addio di Fish Mooney, Maroni e Carmine Falcone, Pinguino altri non è che il nuovo pericoloso e indiscusso boss in città: fin da subito i produttori ci fanno capire che Oswald (Robin Lord Taylor) adesso è più temuto che mai e paradossalmente c’è bisogno di lui per sistemare alcune faccende in città.

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Proprio in questo senso Gordon è la figura più intrigante della Premiere, si rende fin subito conto che lì a dirigere il traffico è una figura priva del carisma di cui il commissariato di Gotham ha bisogno, soprattutto dopo che nuove minacce apparentemente innocue sono sopraggiunte in maniera subdola attraverso l’accesso al manicomio. Luogo in cui Barbara, futura moglie di Jim (cosa le stanno facendo in questo show?) potrebbe avere la sua rivalsa in un modo o nell’altro.

 

“La Premiere della seconda stagione è la puntata più ardita e ben congegnata di Gotham…”

 

Jim è costretto a scendere a patti con quello che ha sempre respinto e proprio per questo vediamo un processo davvero ben riuscito e azzeccato. I punti interrogativi sono tanti mentre invece l’unico punto fermo è sempre lui Bullock (Donal Logue), che vorrebbe tener fuori dai guai Jimbo, che mai ha compreso ma che sempre ha apprezzato con partecipazione incondizionata. La discesa nell’oblio è però cosa necessaria e Ben Mckenzie questo lo sa fare bene, ricordando i suoi trascorsi in O.C. ovvero il ragazzo scapestrato e qui anche qualcosina in più, finendo di fatto per uccidere per chi un giorno sarà uno dei nemici giurati di Batman, ma se l’obiettivo è sempre quello, ripulire il commissariato scacciando via le mele marce è giusto pensarci un attimo. In questo è un maestro il piccolo Bruce Wayne (David Mazouz) che sembra molto più saggio del biondino che ha come compagna, Leslie (Morena Baccarin), certamente terrorizzata della presenza della ex che riuscirà ad evadere. Certamente grazie a quella che sembra la Corte dei Gufi sotto mentite spoglie, almeno così sembra.

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In città è arrivata dunque una nuova minaccia, qui rappresentata in forma maggiore da Theo Galvan (James Frain) e la sorella Thabita (Jessica Lucas), il primo pronto a muovere le file di una nuova minaccia in città mentre la seconda lo segue ed è quasi schiava del suo volere affettando il povero malcapitato che aveva provato a sfidare il nemico e riprendersi Barbara. Sono ancora da capire le sue motivazioni ma la speranza, e da quello che sembra lo sarà, è che sia finalmente un villain all’altezza.

Bruce Wayne, di cui abbiamo fatto un piccolo accenno sopra lo avevamo lasciato al ridosso dell’uscio segreto del padre e così lo ritroviamo un mese dopo (perchè a quanto pare solo un mese è passato dalla fine della prima stagione – non seguendo come Arrow e Flash i 3 mesi) con un dubbio assillante, cosa nascondesse il padre dietro quella porta. Alla fine, dopo il riluttante assenso di Alfred all’esplosione, il ragazzo troverà la lettera chiarificatrice.

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L’insicurezza e i dubbi del padre, soprattutto dopo aver amato un figlio che adesso ha 12 lo avevano spinto ad essere preoccupato che la felicità della sua famiglia derivasse dal fango che la sua compagnia segretamente stava costruendo e che lui probabilmente aveva scoperto in questa stanza segreta, “Non puoi essere felice e conoscere la verità contemporaneamente, devi scegliere. Ti prego figlio mio, scegli la felicità. A meno che tu non senta una vocazione. Una vera vocazione.

Mentre per quanto riguarda gli altri villain ormai ci accorgiamo in maniera evidente che il disturbo di personalità di Edward Nigma è sempre più forte e la scelta di mostrarcelo solo per questi istanti basta con tutta la carne al fuoco di cui vi abbiamo parlato.

COMMENTO FINALE

Il primo episodio della seconda stagione di Gotham è molto, molto convincente sia quantitativamente ma soprattutto qualitativamente; la produzione sembra aver fatto un salto di maturità grandioso con la figura di Jim Gordon finalmente intrigante che rimane piacevolmente nella mente delle spettatore, il suo sporcarsi le mani e scendere a patti col male, più le riprese in primo piano che rendono lo spettacolo eccezionale finiscono non solo per migliorare la fotografia ma anche tutte le sequenze che risultano più dinamiche e avvincenti. Il risultato è sbalorditivo nonostante tolga forse un pò di spazio alle difficoltà interiori di Bruce, ma forse va bene così, almeno per cominciare. E come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera.

VOTO GLOBALE 8.5

Vi lasciamo infine al promo della prossima puntata, buonavisione: